Defibrillatori, obbligo normativo (e morale)

Defibrillatori, obbligo normativo (e morale)
Autore: 
Redazione
Mercoledì, Luglio 26, 2017
Dopo diverse proroghe, il decreto ministeriale entrato in vigore il primo luglio scorso obbliga associazioni e società sportive dilettantistiche a essere dotate di defibrillatore semiautomatico e di personale formato per il suo utilizzo.

Nel numero 158 della rivista Il Nuovo Club (in uscita a settembre), l'avvocato Guido Martinelli, nel suo consueto “punto” sulle questioni normative, tratterà del decreto ministeriale firmato dal Ministro della Salute di concerto con il Ministro dello Sport, e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 28 giugno, che introduce le linee guida sulla dotazione e l’utilizzo dei defibrillatori da parte di associazioni e società sportive dilettantistiche.

Gli obblighi riguardanti questi dispositivi salvavita in ambito sportivo entrano dunque in pieno vigore dopo una serie di proroghe.

La norma, infatti, aveva fatto il suo ingresso nel nostro ordinamento tramite il decreto del Ministero della Salute, più noto come Decreto Balduzzi, del 24 aprile 2013, ma la sua entrata in vigore è stata più volte rimandata in attesa di chiarimenti circa le modalità con le quali tale obbligo poteva considerarsi rispettato. Come sottolinea Martinelli, numerosi interrogativi applicativi non trovavano una risposta chiara nel decreto. Il testo del nuovo decreto, firmato dai ministri Luca Lotti e Beatrice Lorenzin, ancora una volta lascia spazio a diversi dubbi, apparendo difforme dal decreto originario. Ma al di là dei vincoli previsti dalla norma, le società e le associazioni sportive dilettantistiche, che costituiscono la stragrande maggioranza dei centri fitness italiani, dovrebbero dotarsi a prescindere di un defibrillatore semiautomatico e di personale adeguatamente formato. E lo stesso vale per la minoranza di “club profit”, ovvero puramente commerciali, e come tali esclusi dalle prescrizioni del decreto.

Tutti gli operatori del variegato mondo dello sport e del fitness dovrebbero accogliere di buon grado questo importante provvedimento. Innanzitutto per tutelarsi nel malaugurato caso in cui un frequentatore subisca un arresto cardiaco quando si trova nel club. In secondo luogo, per fornire ai consumatori di fitness, anche potenziali, un’immagine più credibile e responsabile di un settore sempre più legato alla promozione della salute, dal punto di vista, sia preventivo, sia curativo. In terzo luogo per una ragione squisitamente morale: perché non dotarsi di un apparecchio che può salvare vite? La diffusione dei defibrillatori semiautomatici, e di persone formate per utilizzarli, può davvero fare una grande differenza. 

 

Il defibrillatore proposto da Cardiac Science

 

Il DAE Powerheart G5 è un dispositivo che coniuga facilità d’uso, affidabilità e tecnologia avanzata per aiutare a salvare la vita di una persona in arresto cardiaco. Powerheart G5 unisce rapida erogazione automatica della scarica, possibilità di scegliere tra due lingue, feedback sulla qualità della rianimazione, ed è l’unico che eroga energia variabile ad aumento graduale, che garantisce la massima efficacia della scarica in base al caso e secondo i parametri della persona colta da malore. Inoltre, con l’innovativa tecnologia Rescue Ready che esegue, in automatico, rigorosi test giornalieri sul tutte le sue parti incluso il corretto funzionamento degli elettrodi, ne è garantito il perfetto funzionamento quando serve. Tanto leggero da poter viaggiare praticamente ovunque ma, allo stesso tempo, talmente resistente da superare gli standard militari di resistenza a urti, acqua e polvere (classificato IP55).
Powehert G5 di Cardiac Science fa la differenza.

 

Defibrillatore Cardiac Science

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