Domani è un altro giorno
di andrea muzzarelli
Per fronteggiare le turbolenze del mercato e lo spettro della recessione bisogna armarsi di coraggio, essere coerenti e seguire il proprio intuito. Continuando a investire. È quanto pensano i guru che hanno partecipato al World Business Forum di Milano
La pesante crisi finanziaria che sta investendo le principali borse mondiali è stata tra i temi caldi della quinta edizione del World Business Forum. Il congresso internazionale di marketing e management, che riunisce ogni anno a Milano illustri pensatori e figure di spicco dell'economia e della finanza – e al quale ha partecipato anche Il Nuovo Club – è stata pertanto l'occasione per riflettere sulle sfide e le opportunità di questa difficile congiuntura.
Non dobbiamo avere paura del futuro
In un confronto con il direttore del Sole 24 Ore Ferruccio De Bortoli, Andrea Guerra, amministratore delegato di Luxottica e enfant prodige del top management italiano, ha mostrato quella tranquillità e quella determinazione proprie dei capitani d'impresa che sanno esattamente cosa vogliono e come ottenerlo.
«Ci aspettano periodi non facili – ha osservato – ma non per questo dobbiamo darci per vinti. L'importante, in questo momento, è essere sereni, flessibili, veloci e molto semplici.» Se dal punto di vista economico una delle priorità per rimettere in moto il Sistema Italia è «l'innalzamento del livello medio delle retribuzioni, senza il quale i consumi non possono ripartire», sul piano finanziario la Borsa «non deve essere considerata un punto di arrivo per un'azienda, ma solo uno degli strumenti fondamentali per la crescita.»
Due sono le forze negative che, secondo Guerra, sono oggi all'opera in parallelo: «Una forza sottostante, strutturale, di rallentamento dei consumi, e un'altra sovrastante, più faticosa, che genera instabilità e incertezza. L'inizio di una crisi è sempre il periodo più difficile, perché c'è smarrimento – ha concluso – ma alla fine le aziende ne usciranno rafforzate.» È per questo che, ha chiosato De Bortoli, «non dobbiamo avere paura del futuro.»
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