Mercato del lavoro IUSM e occupazione
di Lucia Dallavalle
Flessibile, variegato e atipico… così viene descritto il mercato del lavoro nel settore del fitness e in quello dello sport, un mercato dove operano figure professionali con conoscenze e competenze molto diverse.
Delle prospettive occupazionali di chi si diploma in Scienze Motorie abbiamo parlato con il dr. Dino Laterza che si occupa di “job placement” all’interno dello IUSM di Roma. Abbiamo interpellato anche alcuni studenti del Master di Fitness attivato presso lo IUSM di Urbino.
Dr. Laterza, in base alla sua esperienza, quali sono le aree di occupazione a cui i laureati in Scienze Motorie guardano con maggiore interesse?
“Ogni anno, durante la selezione di accesso al corso di Laurea in Scienze Motorie e Sportive viene somministrato un questionario agli aspiranti studenti. Nel questionario si chiedono le motivazioni all’iscrizione e quali ambiti occupazionali siano ritenuti interessanti. Lo stesso questionario viene somministrato, con opportune variazioni al termine del corso di studi. Il servizio Job Placement svolge inoltre il monitoraggio delle carriere dei laureati.
Da tutte queste indagini emerge nettamente che la passione per lo sport è il “motore” della gran parte delle scelte e che spesso ci iscrive al Corso di Laurea per approfondire le proprie conoscenze sportive. Il profilo professionale più interessante dal punto di vista lavorativo, sia per le “matricole” sia per i laureandi, è quello dell’allenatore/preparatore atletico, seguito da istruttore nelle varie attività motorie, personal trainer, operatore in ambito rieducativo motorio e, con una buona percentuale, anche il manager di impianti sportivi."
..quali sono invece le aree in cui trovano un effettivo sbocco professionale?
“Il monitoraggio delle carriere limitato ai primi anni dopo la laurea mostra i nostri laureati all’interno di palestre e centri sportivi in qualità di allenatori, personal trainer, istruttori di attività motorie. Alcuni gestiscono direttamente attività in proprio in circoli sportivi, altri sono presidenti di associazioni sportive. Sostanzialmente quindi c’è una buona congruenza tra la formazione acquisita all’Università e la collocazione professionale."
Non c’è il rischio che, all’interno di fitness e wellness club, il titolo di studio di un laureato in scienze motorie sia in taluni casi sovradimensionato rispetto alle abilità effettivamente richieste per operare in tali centri?
“Non credo che il titolo di studio sia sovradimensionato, piuttosto che esso sia attualmente sottovalutato da alcuni operatori del settore. Ritengo che dovrebbe essere avviata una discussione molto seria sulla formazione nel campo delle attività motorie e dello sport. Infatti, se si è d’accordo sull’importante ruolo sociale, educativo e della salute del cittadino che queste attività hanno, non si può sottovalutare la qualità degli operatori e la loro qualificazione scientifico - professionale. Purtroppo, la ricerca Jobdriver 2005 mostra che, almeno nella provincia di Roma, gli operatori in possesso di un titolo di studio di alta formazione (laurea) sia assolutamente minoritario rispetto a coloro che possiedono un brevetto o una qualifica professionale.
Sono d’accordo che l’acquisizione di “tecniche” non richieda moltissime ore di apprendimento, quindi sono favorevole a corsi – weekend, alla formazione/aggiornamento mirata all’acquisizione di nuove competenze in tempi brevi, ad un sistema formativo basato sulla formazione ricorrente, ma tutto ciò deve necessariamente e coerentemente seguire una formazione di livello universitario che abbia assicurato quelle conoscenze scientifiche e metodologiche di base che, che ampliando la base culturale di partenza, garantiscano capacità critiche nell’apprendimento e rendano gli operatori consapevoli dell’importanza dell’aggiornamento continuo, aspetto decisamente importante se si tiene conto della evoluzione continuo del mercato del lavoro.”
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