Amsterdam: il punto sui benefici dell'attività fisica
di andrea muzzarelli
Il fatto che l’attività fisica rappresenti un elemento di prevenzione primaria per la salute è stato ribadito nel corso del secondo congresso internazionale su Physical Activity and Public Health (attività fisica e salute pubblica) che si è svolto di recente ad Amsterdam.
Scienziati e medici provenienti da tutto il mondo si sono confrontati per tre giorni presentando i dati emersi da alcuni progetti di intervento condotti in scuole, ospedali e uffici. Come incentivare comportamenti salutari, evitare il sedentarismo, facilitare il dimagrimento in coloro che sono già sovrappeso e obesi?
A Potchefstroom, in Sud Africa, per raggiungere i bambini con interventi coinvolgenti e gradevoli è stato messo a punto un programma basato sulla danza, che è stato offerto a un gruppetto di ragazzine fra i 10 e i 12 anni appartenenti a diversi gruppi etnici e con qualche chilo di troppo.
In Scozia si sono indagate le abitudini di bambini e bambine a scuola, con uno studio durato ben cinque anni e denominato PASS (Physical Activity in Scottish Schoolchildren): a 11 anni, il 42 per cento dei maschi e il 25 delle femmine dichiara di svolgere un’attività fisica da moderata a vigorosa per un’ora al giorno, 5 volte alla settimana. La percentuale decresce con l’età e, a 15 anni, scende al 33 e al 16 per cento. Motivo? Troppi compiti, poco tempo libero, accesso difficile, clima avverso che non consente di stare all’aria aperta.
Un altro interessante dato emerso è che l’attività fisica aiuta anche i bambini con difficoltà cognitive e, secondo i dati rilevati da Kenneth Fox dell’Università di Bristol, riduce fino al 30 per cento il rischio di ammalarsi di alcune patologie mentali senili, come l’Alzheimer o la demenza, con effetti positivi paragonabili alla psicoterapia. L'effetto del movimento sembra essere molto positivo anche sugli attacchi di panico e i disordini psicotici.Provocatoria – ma neanche troppo – è poi la teoria presentata da Steven Blair, ricercatore del dipartimento di Scienza ed Epidemiologia dell’Università della South Carolina (USA): se sei normopeso ma non ti muovi e hai uno stile di vita sedentario, corri un rischio cinque volte maggiore di sviluppare malattie croniche rispetto a un obeso che fa attività fisica, seppure moderata. «I benefici dell’attività fisica, che dovrebbe essere considerata una vera e propria terapia, valgono per tutti», ha concluso Blair, «ben al di là di un calcolo basato solo ed esclusivamente sul peso.»



