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L’attività fisica previene la psoriasi nelle donne

Usa: un recente studio condotto presso l’Harvard Medical School e il Brigham and Women’s hospital

Tra i tanti buoni motivi per allenarsi con impegno e costanza c’è anche la riduzione del 25-30 per cento del rischio di soffrire di psoriasi per le donne fisicamente più attive. È quanto è emerso da un recente studio pubblicato online da Archives of Dermatology e condotto presso l’Harvard Medical School e il Brigham and Women’s hospital.

L’équipe di ricercatori statunitensi ha utilizzato i dati emersi dallo studio a lungo termine intitolato Nurses’Health Study II che ha osservato un campione composto da più di 86mila donne che nel 1991 – anno di inizio dello studio – avevano un’età compresa tra 27 e 44 anni. Tale campione è quindi stato suddiviso in cinque gruppi in base al livello di attività fisica praticata. Tenendo in considerazione diversi fattori, è stata riscontrata una significativa diminuzione del rischio di psoriasi solo nel gruppo più attivo.

Gli autori dello studio hanno inoltre individuato una soglia al di sotto della quale i benefici dell’attività fisica non si palesano, scoprendo ad esempio che camminare regolarmente non sortisce alcun effetto. Per ottenere risultati tangibili è indispensabile svolgere una certa quantità di esercizio sufficientemente intenso, equivalente, solo per fare alcuni esempi, a 105 minuti di corsa o a 180 minuti di nuoto o di tennis svolti nell’arco temporale di una settimana. dermatologo

I risultati dello studio sono coerenti con altre ricerche che hanno dimostrato gli effetti positivi dell’attività fisica sulle malattie caratterizzate da infiammazioni sistemiche come il diabete di tipo 2, il cancro al colon, la coronaropatia e il cancro al seno.

«La psoriasi – ha commentato Abrar Qureshi, professore di dermatologia alla Harvard Medical School – non viene più considerata una semplice malattia della pelle, bensì una condizione infiammatoria sistemica. Dunque l’attività fisica ha un risultato positivo solo se riesce a modificare i biomarker dell’infiammazione».

Qureshi e il suo team di ricercatori stanno portando avanti questo studio per cercare di capire quale fattore dell’attività fisica protegge dalla psoriasi, estendendo la sperimentazione a uomini e giovani adulti. Continuano dunque le indagini per conoscere più a fondo una patologia che affligge 125 milioni di persone nel mondo, non è contagiosa e si manifesta sotto forma di irritazione e rossore della pelle e in molti casi sviluppa delle squame bianco argentee. E circa un caso su cinque implica l’artrite psoriasica, malattia che può danneggiare seriamente le articolazioni.

 

Il documento L’attività fisica previene la psoriasi nelle donne è pubblicato in:

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