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Muoversi migliora l'intelligenza

di andrea muzzarelli

Chi migliora la forma fisica tra i 15 e i 18 anni migliora anche le prestazioni cognitive.

Il legame tra fitness e intelligenza, più volte ipotizzato in ambito scientifico, è stato ribadito da uno studio condotto dall’Istituto di Neuroscienze e Fisiologia dell’Università di Goteborg, guidato dal professor Michael Nilsson e recentemente pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).

Il professor Nilsson e il suo team di ricercatori hanno analizzato un campione di 1.200 svedesi maschi, chiamati al servizio di leva tra il 1950 e il 1976. In particolare, sono stati analizzati i test sulle prestazioni fisiche e sul quoziente d’intelligenza eseguiti sotto le armi. I risultati hanno evidenziato un’evidente correlazione tra esercizio fisico e abilità cognitive, in particolare nelle are del pensiero logico.

Con una precisazione: il miglioramento dell’intelligenza è legato al potenziamento cardiovascolare, non all’aumento della forza. Come ha spiegato il professor Nillson, «essere in forma vuol dire avere un cuore in salute e polmoni efficienti, capaci di rifornire il cervello con molto ossigeno. Questa può essere una delle ragioni per cui abbiamo individuato un legame (del Q.I.) con il fitness, ma non con la forza.»

Un altro interessante aspetto emerso dallo studio scientifico è che, in base alle analisi condotte su coppie di gemelli, la relazione fitness-Q.I. risulta essere dovuta più a fattori ambientali che a questioni genetiche.

 
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