Osservasalute 2008: in aumento girovita e sedentarietà
di andrea muzzarelli
L’edizione 2008 del Rapporto Osservasalute – un’analisi dello stato di salute della popolazione italiana e della qualità dell’assistenza sanitaria frutto del lavoro di 266 esperti – traccia un quadro abbastanza negativo del Belpaese.
Il documento, pubblicato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane che ha sede presso l’Università Cattolica di Roma, mostra infatti un’Italia sempre più divisa sul versante sanitario, con l’ulteriore miglioramento delle Regioni che già governano bene la propria sanità (specie al Nord) e, al contrario, con l’aumento delle criticità di quelle Regioni che, al Sud e al Centro, devono colmare ritardi strutturali enormi.
La popolazione, dal canto suo, continua a coltivare cattive abitudini nell’alimentazione come nello stile di vita. Dal confronto dei dati raccolti nelle precedenti indagini (anni 2002, 2003 e 2005, Rapporti Osservasalute 2005-2007), emerge infatti che la percentuale di persone in sovrappeso è cresciuta progressivamente, passando dal 33,5% (rapporto 2005) al 33,6% (rapporto 2006), per salire ancora al 34,6% e arrivare al dato attuale del 35%; lo stesso trend ha seguito l’obesità (8,5%, 9%, 9,9% e 10,2%).
L’Italia, dunque, si appesantisce sempre di più, con una maggior “responsabilità” per il sesso forte: la percentuale di uomini in soprappeso (43,8%) è quasi il doppio di quella delle donne (26,8%). Le regioni del Sud presentano la prevalenza più alta di persone in sovrappeso (Basilicata 40,4%, Campania 39,8%, Sicilia 38,2%, Calabria 37,9%) e obese (Sicilia 10,9%, Basilicata 12%, Puglia 11,7% e Campania 11,2%), rispetto alle regioni settentrionali (Piemonte, Valle d'Aosta e Lombardia).
In riferimento ai dati riportati nel Rapporto Osservasalute 2007, si osserva tuttavia una tendenza in leggero aumento anche per le regioni del Nord, sia per quanto riguarda il sovrappeso che l’obesità.
La situazione non migliora se si considera la pratica sportiva: se nel Rapporto 2007 relativo al 2005 solo il 20,9% della popolazione ha dichiarato di praticare in modo continuativo uno o più sport nel tempo libero, il rapporto quest’anno indica che a farlo è il 20,5% degli italiani.
Come nel 2005, anche nel 2006 il 10,3% degli italiani afferma di praticare sport in modo saltuario, mentre gli individui che non svolgono alcuna attività sono il 41,1%. I dati stratificati per classe di età, mostrano, inoltre, che sono i giovani a svolgere attività sportiva in maniera costante, in particolare tra i 6 e i 24 anni.
Come già rilevato nel Rapporto Osservasalute 2007, inoltre, è confermata una importante dicotomia geografica con le regioni meridionali, in cui la prevalenza di coloro che dichiarano di svolgere attività fisica in maniera continuativa è nettamente inferiore rispetto al Nord.



