Torino, il Comune contro l’obesità infantile
di andrea muzzarelli
Anche a Torino, come in molte altre città italiane, l’obesità infantile sta diventando un serio problema, e il Comune ha già deciso di correre ai ripari.
A tutte le famiglie che contano al proprio interno almeno un bambino in sovrappeso o obeso è stato offerto un kit che include l’accesso gratuito a palestre e piscine pubbliche, un decalogo per dimagrire (elaborato grazie all’aiuto di dietologi e pediatri) e un contapassi.
Secondo i dati in possesso del neoassessore allo Sport Giuseppe Sbriglio, dei 6.400 bambini di 11 anni visitati dall’Istituto di Medicina per lo Sport nel corso dell’ultimo anno, il 36 per cento è in sovrappeso e l’8,9 per cento obeso. In altri termini, quattro bambini su dieci sono a rischio di serie ricadute sulla propria salute. «Sono proprio questi dati – ha spiegato Sbriglio – ad averci convinto che per il Comune era arrivato il momento di fare qualcosa di concreto.
In accordo con l’Istituto di via Filadelfia, abbiamo deciso di affrontare il problema, che è serio.» In attesa dei risultati di alcune indagini attualmente in corso, l’assessorato allo Sport sta mettendo a punto le strategie future basandosi soprattutto sulla ricerca Bambini a Torino (condotta su un campione di 6.452 ragazzi delle medie inferiori), che presenta numeri e percentuali utili a capire in che modo l’ambiente cittadino e gli stili di vita influiscono sulla salute dei giovanissimi.
Secondo questo studio, è obeso – secondo i parametri di massa corporea adottati in tutti i paesi occidentali – il 6,5 per cento delle femmine e il 9,3 per cento dei maschi.
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