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Giovani e sport, binomio vincente

La maggioranza dei giovani ama lo sport e lo pratica, mentre i sedentari sono tali soprattutto per mancanza di tempo.

di andrea muzzarelli

Sono queste alcune tra le principali considerazioni emerse da I giovani e lo sport, un’indagine recentemente pubblicata sul Sole 24 Ore Sport e condotta dall’istituto di ricerca di mercato TNS Infratest in collaborazione con lo Studio di consulenza Ghiretti & Associati.

Il campione rappresentativo sul quale è stato compiuto lo studio era composto da 500 persone comprese fra i 16 e i 25 anni (65% fra i 20 e i 25 anni, 35% fra i 16 e i 19), divise quasi perfettamente a metà fra uomini e donne.

L’86% degli intervistati ha dichiarato di praticare sport, contro un 14% che ha risposto negativamente: questo significa che quasi 9 giovani su 10 sono fisicamente attivi. Un dato incoraggiante, che nessun altra attività (se si esclude la scuola) può vantare.

La minoranza di sedentari adduce tre principali motivazioni: il 61% dichiara di non avere tempo, il 44% dice di non essere interessato, mentre il 10 % indica la scomodità degli orari. Sommando la prima e la terza motivazione, si ottiene un 71% di giovani che non fanno sport per ragioni riconducibili alla gestione del tempo.

Tra le varie discipline, il nuoto (preferito dal 33% del campione) è quella in assoluto più praticata, ed è seguita a breve distanza da calcio a 5 (30%) e pallavolo (26%). Se tuttavia si sommano i valori relativi al calcio a 11 e a quello a 5, il dato complessivo (51%) conferma questa disciplina come la più amata in Italia.

Un altro importante dato emerso è che gli uomini, a tutti i livelli, praticano sport in misura maggiore delle donne, anche se le differenze tra le varie discipline sono notevoli: se nel calcio i maschi sono in netta prevalenza, nel caso di nuoto, atletica, running e pallavolo la situazione è sostanzialmente paritaria, mentre nel mondo della ginnastica e del fitness prevalgono le donne.

Per quanto riguarda la pratica per fasce d’età non si riscontrano nel complesso cali significativi dai 16 ai 25 anni, anche se l’andamento è diverso a seconda della disciplina considerata. La pallavolo, ad esempio, è un’attività ancora molto legata al mondo della scuola, e a partire dal periodo universitario si registra un elevato tasso di abbandono. Al contrario, atletica e ginnastica sono praticate maggiormente in età più matura anche per la possibilità di gestire meglio il tempo libero.

Tennis e ciclismo continuano a essere in crisi di praticanti soprattutto fra i giovani, mentre vanno meglio rugby e body building. Per quanto riguarda l’abbandono della pratica, il fenomeno è decisamente più femminile che maschile, complici vari fattori tra cui una più radicata cultura sportiva presso i ragazzi. 

Un ultimo dato interessante riguarda quelli che, secondo i giovani, sono gli aspetti chiave per avere successo nello sport: i fattori principali che, da soli, superano il 50% delle preferenze, sono l’allenamento costante e la forte determinazione.

 
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