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Australiani e fitness: come i costi influenzano le abitudini

Lo studio intitolato “Il costo per mantenersi in forma” ha rivelato che nell'ultimo anno più della metà degli adulti australiani ha modificato almeno un'abitudine legata al fitness a causa di vincoli economici.

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Nell'ultimo anno, più della metà degli adulti australiani ha modificato almeno un'abitudine legata al fitness a causa di vincoli economici. È quanto emerge da una nuova ricerca che ha analizzato la sostenibilità dei costi dell'attività fisica in Australia, i cui risultati sono stati diffusi dalla rivista Australasian Leisure Management.

Lo studio, intitolato "Cost of Keeping Fit", ovvero “Il costo per mantenersi in forma”, ha rilevato che in Australia il 53,3% degli adulti ha cambiato le proprie modalità d’allenamento per motivi di costo: il 17,6% è passato ad alternative gratuite – come la corsa, l'attività all'aperto o gli esercizi a casa – mentre il 3,5% ha smesso completamente di allenarsi.

Le attività nei centri fitness costituiscono la categoria più costosa per mantenersi attivi in ​​ogni stato e territorio, con una spesa media annua che varia dai 663 dollari dell'Australia meridionale ai 1.037 dollari dell'ACT (Australian Capital Territory). All'interno del settore, chi pratica Pilates ha speso in media 1.109 dollari all'anno, il 27% in più rispetto alla media di 874 dollari per le attività fitness svolte in palestra; per lo yoga, la spesa media è stata pari a 552 dollari australiani.

Questa interessante indagine ha inoltre evidenziato una divergenza tra i costi complessivi legati alla pratica sportiva e le tariffe degli abbonamenti ai centri fitness, mostrando che i costi per la pratica sportiva sono aumentati del 36,1% tra il giugno 2014 e il marzo 2026, a fronte di un incremento dell'inflazione generale pari al 38,2%. Tuttavia, il prezzo medio dell'abbonamento base nelle tre principali catene di centri fitness nazionali è aumentato del 25,9% tra il 2021 e il 2026, passando da 19,31 a 24,32 dollari a settimana, ovvero da circa 1.004 a 1.264 dollari all’anno, a fronte di un aumento del 21,7% dell'indice dei prezzi al consumo (CPI) relativo alla pratica sportiva nello stesso periodo.

Il Nuovo Galles del Sud (NSW) è la giurisdizione meno accessibile in termini di costi per la frequentazione di centri fitness, rapportando la spesa ai redditi. Il costo medio di 969 dollari rappresentava l'1,27% del reddito annuo mediano dei lavoratori dipendenti.

I costi variavano notevolmente anche a seconda delle diverse forme di attività fisica. Il golf è risultato l'attività più costosa, con una spesa media annua pari a 1.545 dollari per i praticanti. La spesa media è stata di 540 dollari per il calcio, 424 per il football australiano, 414 per il cricket e 403 per il tennis. Il nuoto ha comportato una spesa media pari a 300 dollari l'anno, mentre le passeggiate a scopo ricreativo sono risultate l'attività meno costosa, con un costo medio pari a 210 dollari. 

La ricerca ha inoltre messo in discussione l’ipotesi secondo la quale i consumatori più giovani sosterrebero la spesa più elevata per il fitness. Tra le persone che hanno pagato per partecipare, quelle di età compresa tra 55 e 64 anni hanno fatto registrare la spesa media annua più elevata (1.678 dollari), seguite da quelle di età compresa tra 45 e 54 anni (1.625 dollari). La fascia di età 18-24 anni ha speso in media 1.093 dollari, la fascia 25-34 anni 1.177. Circa il 63,2% dei giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni ha sostenuto spese per il fitness o lo sport, rispetto al 39,7% delle persone di età pari o superiore a 65 anni.

I risultati di questo studio indicano che l'accessibilità economica sta diventando un fattore sempre più rilevante per gli operatori del settore fitness e leisure, mentre le famiglie cercano di conciliare la pratica dell'attività fisica con le pressioni legate al costo della vita. I consumatori stanno reagendo modificando i luoghi e le modalità in cui si allenano, anziché limitarsi ad assorbire i costi più elevati; tra le alternative principali figurano le attività all'aperto gratuite e l'allenamento domestico. E una recente ricerca svolta da IBISWorld prevede che nel 2026 il fatturato del settore fitness australiano raggiungerà i 3,8 miliardi di dollari.

 

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