Esercizio fisico, elisir di lunga vita anche per il cervello

Sport e cervello
Autore: 
a cura di Pamela Valerio
Giovedì, Gennaio 17, 2019
Uno studio della Deakin University di Melbourne ha confermato che praticare attività fisica in età infantile e adolescenziale contribuisce a prevenire l’insorgenza, in età adulta, di malattie come demenza e morbo di Parkinson.

Uno studio condotto alla Deakin University di Melbourne, in Australia, ha confermato che praticare attività fisica durante l’infanzia e l’adolescenza potrebbe prevenire l’insorgenza, in età adulta, di malattie come demenza e morbo di Parkinson. La ricerca, pubblicata sulla rivista Frontiers in Ageing Neuroscience, ha evidenziato la stretta correlazione tra attività motoria praticata in età infantile e adolescenziale e la condizione celebrale in terza età.

La coordinatrice dell’indagine, Helen Macpherson dell’Institute of Physical Activity and Nutrition dell'ateneo australiano, ha spiegato che l'attività fisica in giovanissima età è una delle migliori strategie di difesa contro il deficit cognitivo. Lo studio ha inoltre confermato che l’attività fisica svolta da soggetti di età compresa tra 40 e 60 anni può rivelarsi decisiva nella prevenzione della demenza, patologia i cui meccanismi di base possono comparire anche 20 anni prima dei sintomi delle disfunzione mnemonica.

«Si riteneva che alla nascita fossimo già dotati di tutte le cellule cerebrali che avremmo utilizzato nel corso dell'intera vita, ma ora sappiamo – ha aggiunto Macpherson – che nell’ippocampo, la parte del cervello che presiede alla memoria, queste si possono rigenerare e che l’esercizio fisico può favorire questo processo». La ricerca ha infatti dimostrato che un buon allenamento della resistenza fisica produce significative quantità dell’ormone IGF (Insulin-Like Growth Factor), particolarmente influente sulla memoria.

Un secondo studio, coordinato da James Blumenthal, ricercatore del Duke University Medical Center di Durham, in North Carolina, i cui risultati sono stati pubblicati dalla rivista Neurology, dimostra invece che un buon regime alimentare non è sufficiente a produrre cambiamenti considerevoli sulle facoltà cognitive. La sperimentazione, durata sei mesi e condotta su un campione di 160 soggetti di età media pari a 65 anni e affetti da un lieve deficit cognitivo, ha evidenziato che lo svolgimento di 45 minuti di attività fisica tre volte a settimana, abbinato a una dieta contro l’ipertensione, migliora le funzioni cognitive, producendo addirittura un ringiovanimento, in termini di salute cerebrale, di 9 anni.

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