Per evitare una nuova chiusura, misure più rigide per palestre, centri sportivi e piscine

Grafica distanziamento in palestra
Giovedì, Ottobre 22, 2020
Per scongiurare questo drastico provvedimento, il ministro Vincenzo Spadafora si accinge a presentare nuove linee guida che, integrandosi alle misure approvate a maggio, incrementano ulteriormente il livello di sicurezza.

Le attività sportive, a causa della crescita della curva dei contagi e dei ricoveri, rischiano una nuova chiusura e il ministro Vincenzo Spadafora, per scongiurare questo pericolo, si accinge a presentare nuove linee guida che, integrando le misure di maggio, incrementano il livello di sicurezza. E al tempo stesso rende noto che i controlli dei Nas a fitness club, centri sportivi e piscine no hanno rilevato alcuna irregolarità, confermando che il settore assicura agli utenti un’efficace protezione dal coronavirus.

Spadafora ha ribadito la sua linea, basata sulla parità di trattamento per tutte le attività sociali e ricreative: o si chiudono tutte o non se ne chiude nessuna, tenendole tutte aperte nel rigoroso rispetto delle regole. Domani presenterà il nuovo protocollo inerente le attività sportive di base, tenendo ovviamente in considerazione i risultati dei controlli effettuati dai Nas, dai quali emerge, nonostante si tratti di dati ancora ufficiosi, che la stragrande maggioranza degli impianti, in tutta Italia, è risultata in regola con le norme anti-Covid. E il presidente del Comitato italiano paralimpico, Luca Pancalli, conferma che non è stata rilevata alcuna irregolarità. La speranza di un intero settore – sul quale le conseguenze di una nuova serrata sarebbero pesantissime – è dunque quella di continuare a lavorare rispettando in modo scrupoloso le nuove e più stringenti misure, che non spaventano gli operatori.

Il nuovo protocollo – che interessa esclusivamente lo sport di base, dunque le Federazioni e le società sportive ne adotteranno altri, più severi a seconda della disciplina – è un convinto tentativo del Ministero dello Sport per rassicurare la componente più prudente del Governo e scongiurare una nuova chiusura degli impianti dedicati a fitness, sport e attività acquatiche.

Le nuove misure dovrebbero includere:

  • l'obbligo di misurare la temperatura all'ingresso dei centri ramite termoscanner;
  • l'utilizzo obbligatorio della mascherina all'entrata, nei punti ristoro, negli spogliatoi, negli spostamenti da un attrezzo e l'altro, da una sala all’altra e in tuti gli altri momenti di permanenza nella struttura, eccezion fatta per lo svolgimento degli esercizi/attività;
  • l’ulteriore contingentamento delle presenze in sala pesi, nelle sale corsi e in vasca, indicando con apposita segnalazione il numero massimo di atleti/utenti ammessi;
  • l'obbligo un solo accompagnatore per i minori.

 

Martedì sera, Giampaolo Duregon, presidente dell'ANIF Eurowellness, e altri rappresentanti del settore hanno incontrato, tramite collegamento web, il ministro Spadafora per ribadire che “i luoghi dello sport sono luoghi sicuri". Da un recente monitoraggio effettuato da l'ANIF in mille centri sportivi, che contano circa un milione e mezzo di iscritti, è emerso che “solo 750 sono positivi al Covid–19 – ha spiegato Duregon – e di questi l'85% è risultato asintomatico, il 15% sintomatico, ma senza bisogno di ricovero in ospedale. Si tratta di meno dell'uno per mille dei frequentanti".

 

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