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Fitness e normazione: una leva strategica ancora poco sfruttata in Italia

Il workshop aperto “Attività fisica indoor e outdoor: il contributo della normazione per ambienti, servizi e pratiche di esercizio fisico più sicuri e qualificati” organizzato da UNI si terrà il prossimo 23 ottobre e sarà la prima occasione di confronto tra operatori del settore, aziende produttrici, gestori di centri fitness, professionisti, associazioni di categoria e federazioni, enti di formazione, organismi di certificazione e altri stakeholder interessati per identificare priorità, esigenze e opportunità di sviluppo di nuove attività normative nazionali, europee e internazionali.

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Nel mondo del fitness e del wellness si parla spesso d’innovazione, esperienza del cliente e nuovi modelli di business. Più raramente si affronta un tema che, invece, può incidere in modo concreto sulla qualità e sulla credibilità del settore: quello della normazione tecnica volontaria. Eppure, oggi più che mai, definire standard condivisi significa creare le basi per uno sviluppo solido, sicuro e riconosciuto, a livello sia nazionale, sia internazionale. 

Le norme tecniche rappresentano uno strumento pratico per gli operatori e possono aiutare a definire requisiti chiari per i macchinari, per i servizi offerti, per la gestione dei centri e per le competenze del personale. Non si tratta solo di adempimenti, ma di veri e propri fattori competitivi. Standard condivisi significano maggiore chiarezza gestionale, sicurezza per gli utenti, trasparenza e, soprattutto, maggiore fiducia verso l’intero comparto. 

 

Il quadro internazionale

 

A livello europeo e internazionale, il settore è già presidiato in modo strutturato attraverso il lavoro del CEN/TC 136Sports, playground and other recreational facilities and equipment” e dell’ISO/TC 83Sports and other recreational facilities and equipment”. Le attività sono articolate in gruppi di lavoro specializzati che coprono i principali ambiti del settore, tra cui: la gestione dei centri fitness (CEN/TC 136/WG 2 – Fitness centres); la sicurezza e le prestazioni delle attrezzature (CEN/TC 136/WG 4 – Stationary training equipment, CEN/TC 136/WG 22 – Gymnastic and playing field equipment, WG 26 – Outdoor adult fitness equipment); le tecniche di esercizio (ISO/TC 83/SC 6 Martial arts).  

Gruppi di lavoro che contribuiscono concretamente a definire le aspettative degli utenti su scala globale, influenzando modelli organizzativi, livelli di servizio e requisiti di sicurezza, ma che al momento non contano sull’expertise italiana. Un esempio ne sono le numerose norme recepite a livello nazionale: 

  • UNI EN 17229:2019 – Centri fitness - Requisiti per i servizi e le funzionalità del centro - Requisiti operativi e gestionali;
  • UNI EN 17229-2:2023 – Centri fitness - Requisiti per i servizi e il funzionamento del centro - Parte 2: Requisiti per la supervisione e il personale. Documento si applica insieme e in aggiunta alla EN 17229;
  • UNI CEN/TS 17676:2022 – Linee guida per il funzionamento sicuro dei centri fitness durante un'epidemia infettiva;
  • UNI EN 16630:2015 – Attrezzature installate in modo permanente per il fitness all'aperto - Requisiti di sicurezza e metodi di prova.

 

Si tratta principalmente di norme europee, sviluppate con il CEN a partire da esigenze di altre realtà nazionali. Prendiamo l'esempio da due altri stati europei, ovvero la Germania e la Gran Bretagna, che hanno sviluppato, tramite i loro enti di normazione (DIN e BSI), alcune norme partendo da esigenze di mercato e degli stakeholder nazionali: 

  • la serie DIN 33961, sviluppata dal Deutsches Institut für Normung (DIN), definisce, ad esempio, i requisiti relativi alla qualità, all'attrezzatura e alla gestione dei fitness club. La sua elaborazione è nata nell'ambito del contesto nazionale tedesco e successivamente la serie è stata utilizzata come base di lavoro anche in ambito europeo;
  • la DIN 33957 è anch'essa una norma nazionale che definisce requisiti e metodi di prova per le attrezzature sportive da spiaggia (beach sports equipment);
  • la serie BS 1892, sviluppata dal British Standards Institution (BSI), rappresenta un esempio di normazione nata dalle esigenze del mercato nazionale britannico nel settore delle attrezzature sportive e per il fitness. Pur essendo stata in parte sostituita da successive norme europee, testimonia la capacità del sistema britannico di trasformare le esigenze degli stakeholder in strumenti normativi in grado di influenzare l'evoluzione del settore 

 

Il sistema italiano

 

Il risultato è un sistema italiano che segue l’evoluzione normativa, ma che fatica a orientarla e a rappresentare in modo strutturato le specificità del contesto italiano. 

Al momento, tra le norme pubblicate e sviluppate da UNI a livello Italiano, figura la UNI 11234:2007 – Terminologia del fitness, esempio di iniziativa che rispondere all'esigenza di uniformare il lessico del settore e favorire una comunicazione coerente tra gli stakeholder, che viene confermata ogni tre anni all’interno della Commissione Tecnica UNI/CT 020 Impianti ed attrezzature sportive e ricreative”, alla quale mancano le competenze e expertise adeguato per proporre modifiche o nuovi progetti. Uno dei punti critici è infatti l’assenza di un gruppo di lavoro (GL) nazionale strutturato dedicato proprio al fitness e wellness capace di operare come interfaccia stabile nei confronti delle attività CEN e ISO. 

Questo si traduce in una minore rappresentanza degli interessi italiani e una scarsa valorizzazione delle competenze nazionali, nonché in una limitata capacità di incidere sulle regole future del settore a livello europeo e internazionale. Questo aspetto è tutt’altro che secondario: chi contribuisce a scrivere le norme contribuisce anche a definire le condizioni di accesso, la qualità attesa e, in ultima analisi, la competitività del settore. Per questo crediamo che per gli operatori del fitness, e per l’ecosistema leisure, la normazione possa rappresentare una leva strategica. Rafforzare il presidio nazionale significherebbe non solo migliorare la qualità complessiva dell’offerta, ma anche posizionare l’Italia come interlocutore attivo nei processi decisionali sovranazionali. Il passaggio chiave è culturale: considerare la normazione non come un vincolo, ma come uno strumento per crescere, innovare e competere. 

Per trasformare queste riflessioni in un percorso concreto di sviluppo normativo, UNI organizzerà il workshop apertoAttività fisica indoor e outdoor: il contributo della normazione per ambienti, servizi e pratiche di esercizio fisico più sicuri e qualificati”, in programma il prossimo 23 ottobre.

L'evento rappresenterà la prima occasione di confronto tra operatori del settore, aziende produttrici, gestori di centri fitness, professionisti, associazioni di categoria e federazioni, enti di formazione, organismi di certificazione e altri stakeholder interessati per identificare priorità, esigenze e opportunità di sviluppo di nuove attività normative nazionali, europee e internazionali. 

Il workshop costituirà inoltre il momento di lancio del nuovo UNI/CT 020/GL 21 "Tecniche di esercizio e attrezzature per l'attività fisica in ambienti indoor e outdoor", con l'obiettivo di favorire il coinvolgimento degli stakeholder e rafforzare il contributo italiano nell'evoluzione della normazione del settore. 

 

Per partecipare e per maggiori informazioni, clicca qui

 

A cura di UNI - Ente Italiano di Normazione (associazione privata senza scopo di lucro che da oltre 100 anni studia, elabora, pubblica e diffonde gli standard: le norme tecniche volontarie)

 

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Il Nuovo Club

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