Fitness Tracker? A spronarci è la sana competizione

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A cura della Redazione
Mercoledì, Ottobre 9, 2019
Secondo uno studio condotto dalla Penn Medicine, è la competizione a indurci a muoverci di più e perciò a incentivare l’attività fisica.

Fitness Tracker sì, ma la competizione ci sprona di più. A sostenerlo è uno studio della Penn Medicine, intitolato ‘Step Up è la sfida, la rivalità con gli altri a indurci a spingere di più, a dare il massimo. I gadget tecnologici, in poche parole, non bastano. Condotta dal docente di management della medicina e della salute, Mitesh Patel, l’indagine, pubblicata dalla Us National Library of Medicine - National Institutes of Health, ha studiato 602 impiegati classificati come sovrappeso oppure obesi. I partecipanti, quindi, sono stati divisi in quattro gruppi: al primo, quello di controllo, è stato fornito un fitness watch più una serie di obiettivi quotidiani da raggiungere mentre gli altri tre gruppi, oltre al gadget, sono stati coinvolti in alcune attività studiate appositamente per aiutarle a raggiungere gli obiettivi.

In base ai dati raccolti dagli scienziati, lo studio dimostra come le attività – e quindi la competizione – abbia influito maggiormente sul rendimento dei partecipanti rispetto allo smart watch. Inoltre, uno dei giochi a cui i gruppi hanno partecipato si basava sui principi dell’economia comportamentale, e nello specifico sulla logica di supporto: ogni partecipante, insomma, doveva selezionarsi uno sponsor che avrebbe supervisionato i suoi progressi su base settimanale. Ancora, un secondo gruppo è stato diviso in gruppi di collaborazione, che lavoravano a squadre per raggiungere gli obiettivi su base quotidiana, mentre il terzo gruppo è stato diviso in sottogruppi in gara tra loro.

 

 

Secondo i dati, i membri di quest’ultimo gruppo hanno visto un incremento, nella media quotidiana dei passi, di 920 passi al giorno rispetto al primo gruppo, quello con i fitness watch, i gruppi con lo sponsor hanno ottenuto un incremento di 689 passi mentre quelli di collaborazione di di 637. Inoltre, dopo 6 mesi, a raccolta dati conclusa, i tre gruppi ‘sfidati’ hanno continuato a muoversi con una media di 569 passi in più ogni 24 ore rispetto al gruppo uno, quello con i tracker.

Un risultato che, secondo i ricercatori, dimostra come affidarsi alla tecnologia non sia abbastanza, che la vera motivazione arriva dal gruppo: “Abbiamo scoperto che un programma di gamification progettato in modo comportamentale ha portato a significativi aumenti dell'attività fisica rispetto a un gruppo di controllo che utilizzava solo dispositivi indossabili", ha affermato il professor Patel. "Durante i nove mesi di indagine, coloro che erano sollecitati alla competizione hanno camminato per circa 100 miglia in più rispetto a quelli che avevano ricevuto il fitness tracker”. Il verdetto? L'uso di tracker digitali e dispositivi indossabili “è un ottimo modo per impegnarsi nel proprio percorso di fitness. Ma l'aggiunta di un elemento di competizione è ciò che farà raggiungere davvero i propri obiettivi”.

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