I pavimenti anti-trauma eco-compatibili

Pavimento anti-trauma Giwa
Martedì, Aprile 27, 2021
Gli pneumatici riciclati diventano superfici ideali per il fitness e rispettose dell'ambiente.

Mai come oggi il tema della salvaguardia dell’ambiente è di evidente e scottante attualità. Basti pensare ai recenti cortei effettuarti in molte città europee in risposta alla sollecitazione di Greta Thunberg, la giovane attivista svedese la cui voce si sta levando perentoriamente nelle sedi governative e istituzionali del Vecchio Continente, ponendo con estrema urgenza il tema del futuro del Pianeta e di uno sfruttamento oculato delle sue risorse prima che sia davvero troppo tardi. Quando si parla di utilizzo mirato delle risorse, si fa riferimento anche a una ricerca sempre più approfondita di possibilità di riuso e riciclo delle materie prime e dei loro derivati, in special modo di quelli più inquinanti, vale a dire i non biodegradabili. Le materie plastiche, quindi, in virtù delle loro caratteristiche, continuano a essere costantemente al centro dell’attenzione per quanto concerne il loro smaltimento e/o secondo utilizzo.

La necessità di ricorrere alle gomme sintetiche, purtroppo altamente inquinanti e non totalmente riciclabili, era emersa decenni fa come ineludibile alternativa a quelle naturali, a causa della difficoltà per l’Europa di ricorrere alle risorse dei Paesi tropicali. Tuttavia, proprio l’aumento esponenziale dell’inquinamento ha indotto, negli ultimi vent’anni, a una riconsiderazione molto critica del loro impiego, innescando il tentativo di convertire i rifiuti di gomma artificiale ad altri usi. Esempio emblematico è il recupero degli pneumatici a fine vita (il cui smaltimento in Italia avviene ormai dal 2011 per obbligo di legge, tramite i produttori).

 

Palestra    Area sollevamento pesi

 

Le strade individuate per una loro seconda vita sono molteplici. Attraverso un innovativo processo, noto come “pirolisi”, possono essere utilizzati per la produzione di altri pneumatici, mentre grazie alla loro facilità di combustione, e al loro grande potere calorifico, posso essere impiegati combustibile nei cementifici e nelle aziende che producono vapore ed energia elettrica. Negli ultimi 15 anni, però, il tasso di raccolta e recupero è aumentato costantemente e, di conseguenza, sono nati molti prodotti innovativi che si sono affermati sul mercato, con conseguenze positive, sia per le aziende, sia per i consumatori. Hanno fatto la loro comparsa nuove aziende che, con il necessario supporto di società di consulenza specializzate in sostenibilità ambientale ed economia circolare, si dedicano esclusivamente al recupero della gomma esausta e al suo riciclo, anche unendola a materiali diversi quali pelle, sughero, tessuti, feltro, legno, pietra e persino caffè.

La ricerca tecnico-scientifica, felicemente coniugata alla creatività, ha portato a risultati di recupero degli pneumatici esauriti decisamente sorprendenti per utilità, varietà e piacevolezza estetica, oltre che – dato tutt’altro che irrilevante – per l’economicità dei prodotti, con riflessi positivi per l’ambiente. Un esempio italiano che vale davvero la pena citare: nel 2016, la filiera Ecopneus, immettendo nel mercato quasi 80.000 tonnellate di granuli e polverini di gomma, ha evitato l’immissione in atmosfera di 380mila tonnellate di CO2 e un risparmio di 130 milioni di euro sulle importazioni di materie prime vergini. Con la gomma riciclata degli pneumatici si realizzano elementi e complementi d’arredo per arredo urbano, ambienti privati e pubblici, utensili e accessori di design per la casa e la persona, giocattoli e molto altro ancora e, ovviamente, pavimentazioni anti-truama in piastrelle o tappeti.

Ciò che in questa sede maggiormente ci interessa sono però le coperture drenanti per i campi di erba sintetica e le coperture pavimentali destinate a parchi gioco, aule scolastiche, campi sportivi e palestre; tutti luoghi nei quali il materiale viene apprezzato perché riesce a svolgere un’azione anti-trauma importante. Per la stessa ragione, ultimamente viene spesso installato persino nelle scuderie, per evitare ai cavalli traumi da scivolamento (l’Università di Perugia ha dedicato uno studio sulle differenze sensibili nello stato di salute di cavalli che lavorano in campi di sabbia, in PFU (Pneumatici Fuori Uso) e in PFU/sabbia. L’utilizzo della PFU si è rivelata molto utile per ridurre la polverosità, che infastidisce gli animali e può indurre anche patologie respiratorie come la silicosi.

Le coperture antisdrucciolo sono diventate obbligatorie in tutte le aree che riguardano il divertimento e l’attività motoria dei bambini, ma anche nelle palestre e piscine per adulti. Le normative EN 1176 e EN 1177, emanate per regolamentare le caratteristiche di tali prodotti e dunque garantire i massimi livelli di sicurezza, si basano sul criterio HIC (Head Injury Criterion) che quantifica le lesioni che si possono verificare alla testa in caso di impatto. Tecnicamente, il processo di trasformazione dello pneumatico prevede la triturazione in granuli di specifiche dimensioni, miscelati poi con altra gomma riciclata, in varie proporzioni per ottenere fogli di pavimentazione caratterizzati da diversi livelli di resistenza, certificati da appositi marchi quali il LEED. Fra i grandi pregi del prodotto finito figurano la facilità d’installazione e l’economicità, il che ha determinato un interesse all’acquisto anche da parte dei privati, propensi a prenderlo in considerazione per i giardini di erba sintetica e le piscine di casa, ma anche per gli ambienti interni nelle nuove versioni colorate, esteticamente accattivanti.

 

Area pesi liberi    Esterno

 

La ricerca, comunque, è ben lungi dal fermarsi. Si cercano e si sperimentano continuamente nuovi trattamenti del residuo polverizzato e nuove applicazioni, che stanno cominciando a sconfinare anche nell’ambito puramente artistico. Lo dimostra, ad esempio, il progetto del collettivo di architettura Parasite 2.0, che ha partecipato al premio internazionale YAP2016, dedicato al tema della sostenibilità, aggiudicandoselo con un’installazione interamente realizzata in gomma riciclata. Ma non solo. La PFU è entrata anche nel mondo della musica grazie a un progetto sviluppato congiuntamente dal Centro di produzione musicale “Arturo Toscanini” di Parma e lo Studio A+C Architettura e Città, che ha portato a un importante intervento acustico nella Sala Gavazzeni, imbottita con l’inserimento di pannelli fonoassorbenti in gomma riciclata da PFU. Infatti, i granuli di PFU, legati con poliuretani o altri materiali termoplastici, vengono stampati in blocchi altamente performanti per l’isolamento acustico e lo smorzamento delle vibrazioni.

Infine, è interessante ricordare che il rilievo acquisito dal tema PFU è tale da spingere alcuni soggetti legati al mondo dell’automobile e della produzione di pneumatici, e persino il Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti, alla costituzione di un Comitato Pneumatici Fine Vita Veicoli Fuori Uso, che “insieme ai produttori e agli importatori degli pneumatici, e le loro forme associate, valuta periodicamente e congiuntamente le attività  allo scopo di ottimizzarne efficacia, efficienza ed economicità e di ricercare soluzioni condivise a eventuali criticità  emergenti”.

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