La sedentarietà in Europa costa 80 miliardi di euro e mezzo milione di decessi all’anno

La sedentarietà in Europa costa 80 miliardi di euro e mezzo milione di decessi all’anno big
Mercoledì, Giugno 24, 2015
Un recente studio commissionato dall’International Sport and Culture Association e condotto dal Centre for Economics and Business Research ha analizzato lo stile di vita degli europei rilevandone gli esorbitanti costi sociali ed economici. E gli italiani, purtroppo, guidano la classifica continentale dei più sedentari

Lo studio recentemente condotto dal Centre for Economics and Business Research, commissionato da ISCA (International Sport and Culture Association), ha analizzato lo stile di vita nel Vecchio Continente, focalizzandosi in special modo su Italia, Francia, Spagna, Regno Unito, Germania e Polonia. La fotografia scattata è impietosa: se i cittadini europei fossero fisicamente più attivi, si risparmierebbero, ogni anno, 80 miliardi di euro e 500mila decessi. E gli italiani, purtroppo, risultano essere i più sedentari a livello continentale. Nel nostro Paese, appena un terzo degli adulti arriva a svolgere la dose quotidiana di attività fisica raccomandata dall'Organizzazione mondiale della sanità (150 minuti alla settimana, poco più di 20 minuti al giorno, di movimento soft come camminare e salire le scale). Entrando maggiormente nel dettaglio, il 38% delle donne italiane e il 28% degli uomini sono inattivi. E la situazione è addirittura peggiore per i giovani, ai quali l’OMS raccomanda, nella fascia d’età 5-17 anni, almeno un’ora di attività fisica quotidiana, da moderata a intensa. Il 92% dei tredicenni italiani non raggiunge questa soglia, contro la media europea pari all’83%.

È risaputo che la sedentarietà sia uno dei maggiori fattori di rischio di numerose patologie quali coronaropatie, diabete di tipo 2, tumori del colon retto e del seno, avendo inoltre un effetto negativo sull’umore, favorendo l’insorgere di patologie correlate. E nonostante l’inattività sia spesso associata a sovrappeso e obesità, anche i normopeso sedentari corrono maggiori rischi di contrarre malattie croniche come quelle poc’anzi citate e, paradossalmente, dal punto di vista della salute è meglio essere in sovrappeso e fisicamente attivi che normopeso ma sedentari.

«L'uomo, come tutti gli animali, è fatto per muoversi – ha sottolineato in una recente intervista rilasciata a Repubblica il professor Michelangelo Giampietro, specialista in medicina dello sport e scienza dell’alimentazione – e la sedentarietà influenza negativamente il nostro organismo. Il movimento fisico previene tutte le malattie cardiovascolari, l'osteoporosi e ha benefici anche nella prevenzione di molte patologie neoplastiche. La sarcopenia, ovvero la perdita di massa muscolare, è per gli anziani uno dei maggiori fattori di rischio che, insieme all'osteoporosi, può provocare cadute e fratture. Inoltre – ha aggiunto il professor Giampietro – molti studi dimostrano che l'attività fisica ha un impatto positivo sulle malattie reumatiche per l'azione antinfiammatoria che produce, variando la produzione di molte citochine, facendo aumentare quelle antinfiammatorie e riducendo invece quelle proinfiammatorie. Inoltre, il movimento dà un grande senso di benessere anche perché produce catecolamine con effetto eccitante e favorisce la produzione di endorfine, sostanze del sistema oppioide endogeno che hanno anche un effetto antidepressivo. Insomma – ha aggiunto il professor Giampietro – se tutti si muovessero a sufficienza, i farmaci più venduti per curare diabete, ipertensione e altre patologie croniche potrebbero andare in soffitta».

Giampietro ha inoltre ribadito la necessità di promuovere realmente e concretamente il movimento, ovvero l’attività fisica e l’esercizio fisico e non necessariamente lo sport, per abbassare i costi sanitari, partendo dalla scuola. «Nella mia Asl, a Viterbo e alla Roma C, quando effettuo le visite per il rilascio delle certificazioni sportive, vedo ragazzi sempre più grassi, con poca coordinazione motoria e scarse capacità respiratorie. Ragazzi che prendono l'ascensore anche per scendere due piani di scale. Per scendere, non per salire. Ragazzi con paramorfismi della colonna vertebrale, ginocchio valgo, piede piatto e diabete, condizioni favorite dalla mancanza di movimento. E allora dove sono le campagne del ministero?».

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