L'Emilia-Romagna dice no ai farmaci e sì allo sport

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Corsi di formazione per operatori, promozione di attività non agonistiche per tutti e programmi rivolti ai disabili

Corsi di formazione per operatori, promozione di attività non agonistiche per tutti e programmi rivolti ai disabili. È quanto prevede l’accordo firmato da Regione, Coni, Cip (Comitato Italiano Paralimpico) ed enti sportivi dell’Emilia-Romagna.

L’attività sportiva può avere gli stessi effetti benefici di un vero e proprio farmaco. Partendo da questo assunto, l'assessore regionale alla Sanità Carlo Lusenti, quello allo Sport Marco Mezzetti, il Coni, il Cip e gli enti sportivi dell'Emilia-Romagna, hanno firmato un accordo il cui obiettivo è incentivare lo svolgimento di attività fisica e più in generale uno stile di vita più sano, partendo dal presupposto che il movimento abbassa significativamente il rischio di contrarre numerose patologie. È inoltre scientificamente dimostrato che l’esercizio fisico regolare contribuisce a ridurre in modo significativo l’uso dei farmaci.

Il primo passo per diffondere uno stile di vita fisicamente attivo prevede un finanziamento di 50mila euro per corsi rivolti a dirigenti e istruttori delle società sportive. Inoltre, l'accordo prevede corsi di formazione sulle attività fisiche per le persone con disabilità. Gianni Scotti, presidente del Cip regionale, sostiene infatti che nella disabilità, lo sport sia una medicina fondamentale in quanto vero e proprio strumento di riabilitazione per recuperare l'autonomia personale.

Coni, Cip ed enti sportivi si impegnano invece per moltiplicare le occasioni per muoversi attraverso attività non agonistiche, adatte a tutti. L’idea riprende alcuni progetti già avviati in passato come la ginnastica e i cosiddetti “percorsi-vita” nei parchi, o "gruppi di cammino", a cui nel 2011 hanno preso parte circa 2.500 persone.

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