L’insostenibile pesantezza dell’inattività

Sedentarietà e sovrappeso
Autore: 
Redazione
Venerdì, Settembre 14, 2018
L’ultima indagine condotta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) riguardo allo svolgimento di attività fisica nella quotidianità della popolazione mondiale fornisce, ancora una volta, dati allarmanti su sedentarietà e sovrappeso.

È stato reso pubblico il risultato dell’ultima indagine condotta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) riguardo allo svolgimento di attività fisica nella quotidianità della popolazione mondiale. I dati non sono rassicuranti: già nel 2016, 1,4 miliardi di persone (un quarto della popolazione mondiale) non era attiva secondo le raccomandazioni del WHO che richiedono almeno 150 minuti di attività di intensità moderata o 75 minuti di attività energica alla settimana. Secondo quanto riportato su The Lancet Global Health, che ha pubblicato i dati dell’inchiesta, ad oggi le donne, più degli uomini, non svolgono una dose sufficiente di attività motoria per restare in buona salute. Rispetto agli uomini, il cui 32% è fisicamente attivo, il gentil sesso lo è meno (23%) e dal 2001i livelli di inattività non hanno mostrato segni di miglioramenti.

Lo studio ha presentato dati raccolti tramite un sondaggio sottoposto a 1,9 milioni di partecipanti d’età adulta (dai 18 anni in su), provenienti da 168 paesi e esaminati in base al loro grado di esercizio giornaliero (compresa l’attività sul lavoro, a casa, durante il tempo libero e i tragitti per spostarsi da un luogo all’altro).

Nei paesi maggiormente sviluppati, tra il 2001 e il 2016, il livello di inattività è salito del 5% raggiungendo una percentuale del 37%, a differenza di quanto è riscontrabile nei paesi a basso reddito dove invece è al 16%.

Come noto, una costante e adeguata attività motoria riduce i rischi di contrarre numerose patologie, tra cui malattie cardiovascolari, diversi tipi di cancro e diabete, prevenendo inoltre le cadute degli anziani e migliorando la condizione di salute mentale. Da qui, il Global Action Plan il cui obiettivo è ridurre l’inattività del 10% entro il 2025 e del 15% entro il 2030, appellandosi anche alla collaborazione di tutti paesi al fine di creare condizioni ottimali che incrementino l’esercizio per persone di tutte le età e abilità motorie.

 

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