Millennials e sedentarietà: gli italiani tra i peggiori

Adolescente al computer
Autore: 
Redazione
Venerdì, Novembre 29, 2019
La rivoluzione digitale ha “paralizzato” gli adolescenti italiani e secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, se non si attuano strategie efficaci per mettere in moto i giovanissimi, non verrà raggiunto l’obiettivo fissato nel 2018 dall’Assemblea Mondiale della Salute: ridurre dall’81 al 70% il tasso di sedentarietà degli adolescenti entro il 2030.

Gli adolescenti italiani si muovono sempre meno: mediamente, l’81% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni non svolge la quantità di attività motoria raccomandata, per la salute, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ovvero circa un’ora al giorno di attività da moderata a intensa. A dirlo è lo studio pubblicato dalla rivista The Lancet Child & Adolescent Health e condotto su 1,6 milioni di ragazzi, dal quale emerge che i giovani italiani sono tra i peggiori in termini di sedentarietà. I dati parlano chiaro: secondo l’OMS, 9 adolescenti italiani su 10 non si muovono abbastanza, classificando l’Italia al 23° posto nella graduatoria dei 25 paesi ricchi presi in esame.

Come nel resto del mondo, anche nel nostro Paese gli inattivi sono in prevalenza giovani donne: tra il 2001 e il 2016 il tasso di sedentarietà dei maschi è diminuito, passando dall’80% al 78%, mentre quello delle femmine è rimasto invariato, acuendo il divario tra i due generi.

Una delle maggiori cause della sedentarietà giovanile sarebbe la rivoluzione digitale: i ragazzi dormono meno, passano sempre più ore seduti e impiegando il tempo libero giocando con dispositivi digitali anziché facendo sport. E l’insufficiente attività fisica ha effetti negativi considerevoli sui teenager, causando sovrappeso e, non meno importante, problemi legati ad autostima e socializzazione. Inoltre, penalizza le capacità cognitive e il rendimento scolastico.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, se non si attuano strategie efficaci per spronare i giovanissimi ad assumere e mantenere uno stile di vita più attivo, non si riuscirà a raggiungere l’obiettivo fissato nel 2018 dall’Assemblea Mondiale della Salute: ridurre dall’81% al 70% il tasso di sedentarietà degli adolescenti entro il 2030.

 

 

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