Il piano del Governo per l'obesità: esercizio fisico prescritto dal medico

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A cura della Redazione
Domenica, Marzo 5, 2023
Inserire la prescrizione dell'esercizio fisico all'interno dei LEA (livelli essenziali di assistenza), ovvero tutte le prestazioni servizi e attività che ogni cittadino ha il diritto di ottenere dal Servizio Sanitario Nazionale: è l'iniziativa del Ministro della Salute, Orazio Schillaci, per combattere l'obesità e promuovere sani e corretti stili di vita nella popolazione a rischio, presentata in occasione della Giornata mondiale dell'obesità del 4 marzo.

Oltre un miliardo di persone, cioè 1 persona su 7, convive con l'obesità. E nel 2035 questo numero salirà fino a raggiungere i 2 miliardi, quasi 1 su 4 degli abitanti del nostro pianeta, tra cui 400 milioni di bambini. Sono le stime fornite dall'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) che, alla vigili della Giornata mondiale dedicata a sensibilizzare le persone sulle conseguenze di questa condizione, delineano un quadro che desta allarme. L'obesità, infatti, secondo l'Oms rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica a livello internazionale, Italia compresa. Sono numerose le strategie multilivello che in questi anni sono state poste in essere per contrastare la diffusione di questo fenomeno, strettamente connesso, non solo alla sanità, ma anche all'attività fisica e allo sport. Ne è prova la proposta arrivata dal Ministro della Salute Orazio Schillaci, che proprio in occasione del 4 marzo, Giornata mondiale contro l'obesità, ha avanzato l'idea di un Programma nazionale che comprenda anche modalità di prescrizione medica dell’esercizio fisico e di erogazione sul territorio nazionale. 

L'idea è quella di inserire la prescrizione dell'esercizio fisico all'interno dei LEA (livelli essenziali di assistenza), ovvero tutte quelle prestazioni, servizi e attività che ogni cittadino ha il diritto di ottenere dal Servizio Sanitario Nazionale. Per Schillaci si tratta di "una sfida importante, da affrontare insieme e la chiave di volta è la prevenzione, incoraggiando l’adozione di stili di vita salutari a partire da una corretta e sana alimentazione e dal contrasto alla sedentarietà".

Obesità, i dati italiani

In Italia sono 6 milioni le persone con obesità, pari a circa il 12% della popolazione adulta, secondo quanto riportato dall'Italian Barometer Obesity Report, presentato lo scorso 29 novembre. Nel nostro Paese le persone, in particolare, in sovrappeso sono più di 25 milioni, cioè più del 46% degli adulti (oltre 23 milioni di persone), e il 26,3% tra bambini e adolescenti di 3-17 anni (2 milioni e 200mila persone). "Considerare l’obesità una priorità sociosanitaria" è anche la richiesta contenuta in una lettera firmata dai presidenti dell’Intergruppo parlamentare obesità e diabete e dai rappresentanti della comunità scientifica e dei pazienti, che sottolineano la dimensione del fenomeno nel nostro Paese.

"Sappiamo molto bene che l'obesità è correlata con lo sviluppo di malattie croniche non trasmissibili come il diabete, le malattie cardiovascolari e i tumori, responsabili, a loro volta, di un alto numero di decessi e di anni vissuti in cattiva salute, con un aggravio notevole di costi sanitari e sociali - ha sottolineato il Ministro -. Come emerso dalla Conferenza Nazionale della Nutrizione che abbiamo tenuto pochi giorni fa alla sede del ministero a Ribotta, la spesa pubblica per malattie correlate e prevenibili continua a crescere, arriverà a 67 miliardi. È evidente, quindi, che ridurre l'obesità significa contrastare l'insorgenza di queste malattie, migliorando lo stato di salute nella popolazione e la sostenibilità economica del nostro sistema".

Il Piano 

"Il ministero della Salute è impegnato in strategie nazionali, con un ruolo attivo delle regioni, in coerenza con gli obiettivi del Programma 'Guadagnare salute' e del Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 - ha continuato Schillaci -. Il Piano nazionale della Prevenzione, secondo l'approccio life-course, prevede, quale strategia per ridurre il carico prevenibile ed evitabile di morbosità, mortalità e disabilità delle malattie croniche non trasmissibili, la promozione di corretti stili di vita nella popolazione e nei soggetti a rischio e identifica il contrasto all'obesità/sovrappeso, la riduzione dell'inattività fisica e della sedentarietà, l'aumento del consumo di frutta e verdura, la riduzione del consumo eccessivo di sale e la promozione dell'utilizzo di sale iodato come 'Linee strategiche di intervento' che tutte le regioni devono perseguire nei Piani regionali della Prevenzione. Strategie in cui è importante anche il supporto dei medici di famiglia e dei pediatri per contribuire a promuovere l'adozione di stili di vita sani da parte di bambini, adulti e anziani'.

"La promozione della salute, infatti, non ha solo l'obiettivo di prevenire una condizione patologica - ha poi affermato Schillaci - ma anche di creare nella comunità un livello di competenza e capacità di controllo che mantenga o migliori il capitale della salute".

Una proposta che ha riscosso il parere positivo dei medici sportivi: "Un piano nazionale per promuovere più attività fisica e modalità per prescriverla 'in ricetta', annunciato da Schillaci, è musica per noi medici dello sport - ha detto all'AdnKronos Salute Maurizio Casasco, presidente della Federazione medico sportiva italiana -. Bene il ministro, non solo perché su questo tema ci battiamo da decenni ma anche, e soprattutto, perché la sedentarietà in Italia rappresenta ormai una vera emergenza".

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