Tobias Mews a ForumClub 2013: come motivare i soci del club e come integrare le attività outdoor con l'offerta del club

Tobias Mews a ForumClub 2013: come motivare i soci del club e come integrare le attività outdoor con l'offerta del club big
Video-giornalista e reporter specializzato nel settore sportivo, nonchè ultra atleta di livello internazionale, terrà due sessioni alla quattordicesima edizione del ForumClub Bologna. Le sue anticipazioni in un'intervista.

Due interessanti sessioni – rispettivamente intitolate Come ispirare i soci del club e motivarli a raggiungere i propri obiettivied Exit the box – nel corso delle quali Mews ci spiegherà come indurre le persone a sfidare se stesse e superare le aspettative che si auto-impongono e come allargare l’offerte del club proponendo attività indoor, anche collaborando con altri “produttori” di sport e attività fisica.

In questa intervista, l’effervescente giornalista-atleta britannico fornisce alcune anticipazioni
del suo intervento che suggerirà ai partecipanti nuovi stimolanti modelli di business, nonché idee “non convenzionali” alle quali ispirarsi.

Che cosa possono fare gli operatori di club per “andare oltre”, ossia allargare i propri orizzonti offrendo nuove e coinvolgenti attività outdoor ai soci?

Sono tanti i modi tramite i quali gli operatori di club possono “andare oltre”, ovvero “exit the box”. Possono ad esempio creare un club nel club dedicato al podismo o al triathlon. I soci si incontrano nel club, svolgono allenamenti specifici per queste discipline sportive, corrono, nuotano se il club è dotato di piscina) e vanno in bicicletta assistiti da un coach del club. Chi corre, chi fa triathlon ha bisogno della palestra per svolgere l’allenamento della forza.

I gestori di club potrebbero anche proporre lezioni all’aperto di crossfit, portando i soci, ad esempio una volta alla settimana, ad allenarsi in ambienti diversi quali parchi, spiagge, boschi eccetera. Inoltre, possono utilizzare i personal trainer come estensioni del club che possono allenare i soci anche al di fuori delle sue mura.

Che cosa dovrebbero fare i club per ispirare le persone e indurle a sfidare loro stesse superando i limiti che si auto-impongono?

Si dice che non bisognerebbe incrementare la distanza coperta correndo più del 10 per cento alla settimana. Il club può essere il luogo ideale nel quale offrire alle persone che lo frequentano sfide motivanti che consentono di migliorare le proprie prestazioni in modo graduale, dunque sostenibile e sicuro. Questo percorso può portare molte persone “insospettabili” a diventare ultra maratoneti, triatleti da Ironman o imprese sportive del genere.

Qualsiasi club è dotato di cronometri e altri strumenti che consentono di misurare e gli operatori possono facilmente impiegare gli strumenti di cui dispongono per superare ogni restrizione, per andare oltre.

Tu sei un ultra atleta di alto livello, nonché un video-giornalista e reporter, dunque anche un esperto nel campo della comunicazione. Come e perché è nata la tua grande passione sportiva e come motivi altre persone a seguire il tuo esempio?

Sono riuscito a fare il lavoro che ho sempre sognato, ma mi rendo conto che ciò che faccio è in costante evoluzione. L’entusiasmo è contagioso ed è proprio l’entusiasmo che mi consente di migliorare costantemente le mie prestazioni anche come giornalista. Il mio amore per ciò che faccio emerge in ciò che scrivo e nei miei documentari. Mi spingo in straordinarie avventure in luoghi remoti e cerco sempre di far convivere il mio amore per l’avventura e la sfida con la mia carriera di giornalista. Ho recentemente avviato una nuova attività, creando una sorta di Guida Michelin delle competizioni podistiche. Vi suggerisco, se siete interessati, di dare un’occhiata al sito www.globalweekendwarriors.com.

Quali sono le principali attività outdoor che i fitness club e i centri sportivi possono offrire ai loro soci nei mesi più caldi?

Alle persone, si sa, piace appartenere a club, circoli e realtà aggregative in genere. I club dovrebbero pertanto allearsi con club podistici, di triathlon e simili, avendo in questo modo la possibilità di collaborare condividendo strutture e iscritti. I club potrebbero ad esempio essere in qualche modo presenti alle gare podistiche, ciclistiche o di triathlon, coinvolgendo i propri clienti ed entrando al tempo stesso in contatto con potenziali iscritti. Potrebbero inoltre accordarsi per ottenere sconti sulle quote d’iscrizione alle competizioni e viceversa offrire condizioni agevolate ai loro iscritti. I club potrebbero inoltre collaborare con enti che propongono fitness all’aperto come già avviene in Gran Bretagna dove il British Military Fitness sta riscuotendo un buon sucesso.

In che modo le attività outdoor, e lo sport in genere, possono integrarsi con le attività tradizionalmente offerte dai club?

Come ultra atleta, ho inevitabilmente problemi di flessibilità. Dunque ho bisogno di frequentare i club poiché propongono yoga, Pilates, stretching e altre attività che consentono di migliorare e mantenere una buona flessibilità. I club possono rivolgersi a podisti e ciclisti, offrendo loro diverse attività indispensabili per prevenire infortuni e, al tempo stesso, migliorare le performance sportive.

Il cross-training, ad esempio, previene gli infortuni e, al tempo stesso, consente di raggiungere un eccellente stato di forma. Lo stesso discorso vale per il lavoro di potenziamento e tonificazione muscolare svolto con i pesi liberi e gli attrezzi isotonici, un ambito trascurato da molti atleti. Basti dire che la prestazione di un atleta può migliorare significativamente semplicemente svolgendo esercizi specifici per il potenziamento dei quadricipiti e dei glutei.

Come dovrebbe cambiare il modo di comunicare di fitness club e centri sportivi per motivare e ispirare i soci e, al tempo stesso, attrarre potenziali iscritti?

Questa è la classica domanda da un milione di dollari. Quello che posso dire è che le persone hanno bisogno di obiettivi. C’è chi vuole mettersi in forma in previsione di una vacanza al mare, chi per entrare in un elegante abito da matrimonio, chi per prepararsi a una maratona o ad altre competizioni sportive. I club dovrebbero rivolgersi a queste persone aiutandole, guidandole, sostenendole nel raggiungimento dei loro obiettivi. E devono farlo in modo concreto, fornendo, tramite istruttori e personal trainer, feedback e sostegno motivazionale.

È facile annoiarsi in una palestra e proprio per questa ragione i gestori dovrebbero investire sulla formazione dello staff in modo da poter contare su professionisti realmente capaci di motivare, gratuitamente, i soci.

I club potrebbero inoltre organizzare eventi speciali, come serate nelle quali un atleta di alto profilo ispiri i soci raccontando la propria esperienza, ovvero i propri successi, le sfide continuamente raccolte, la motivazione ad allenarsi e a perseguire obiettivi. Lo stesso discorso vale per incontri informativi e formativi, dedicati a discipline sportive, stili di vita, salute eccetera, ovviamente aperti ai soci reali e potenziali. Il club può diventare per i soci un punto di riferimento anche dal punto di vista della cultura, di una conoscenza specifica.

 

 

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