Basic-Fit guarda al futuro con fiducia

Rene Moos
Autore: 
A cura della Redazione
Venerdì, Aprile 9, 2021
La catena internazionale, composta da 905 club low cost presenti in diversi paesi europei, nonostante le difficoltà dell'ultimo anno è pronta a giocare un ruolo importante nel post pandemia, a beneficio del benessere e della salute della popolazione.

Il 2020 è stato un anno durissimo per il settore a livello mondiale e la catena internazionale Basic-Fit non fa eccezione: i suoi 905 club low cost, dislocati in diversi paesi europei, sono stati chiusi il 41% del tempo, ma come altri operatori, è pronta a giocare un ruolo importante nel post pandemia per contribuire al benessere e alla salute della popolazione. Nel 2020 il gruppo olandese ha registrato un significativo calo delle entrate, passate dai 377 milioni di euro del 2019 a 151,3 milioni, con una perdita netta pari a 32,9 milioni di euro (nel 2019 aveva registrato un profitto netto di 33,5 milioni). E lo scorso febbraio ha ricevuto un finanziamento bancario addizionale pari a 150 milioni di euro impiegato per fronteggiare il difficile momento.

«Il 2020 – ha commentato Rene Moos (nella foto), co-fondatore e CEO di Basic-Fit – è stato l’anno più difficile per noi e per l’intero settore. Avevamo iniziato forte il 2020 stabilendo, tra gennaio e marzo, il nostro nuovo record per numero di club aperti e di iscritti, poi siamo stati costretti a chiudere. In estate, quando abbiamo riaperto, gli iscritti hanno ripreso a frequentare, ma nella parte finale del 2020 siamo stati nuovamente costretti, in Francia, Lussemburgo e Paesi Bassi, a chiudere 851 su un totale di 905. La pandemia – ha aggiunto Moos – ha fatto crescere l’attenzione rivolta all’esercizio fisico e allo stile di vita sano e attivo: lo abbiamo constatato quando abbiamo riaperto i nostri club in giugno e luglio, registrando un numero d’ingressi più elevato rispetto allo stesso periodo del 2019. Abbiamo messo a disposizione dei nostri iscritti strutture sicure in cui allenarsi, applicando scrupolosamente i protocolli riguardanti la sanificazione e tra giugno 2020 e la fine dell’anno i nostri club hanno registrato qualcosa come 33 milioni di visite e nemmeno un caso documentato di positività al COVID-19. Nonostante i gravi danni provocati dalla prolungata chiusura dei nostri club – ha concluso l’imprenditore olandese –, abbiamo grande fiducia nella futura crescita di Basic-Fit. Il futuro che ci aspetta potrebbe addirittura essere migliore del passato pre pandemia perché una volta che l’emergenza sarà finita, un numero maggiore di persone presterà più attenzione al fitness e si iscriverà ai nostri club».

«Nel corso del 2020 – ha detto a Fitness Trend John David Roeg, investor relations manager di Basic-Fit – abbiamo ottenuto finanziamenti extra dalle nostre banche ed emesso nuove azioni sul mercato finanziario per sostenere la nostra liquidità durante il periodo di chiusura dei nostri club, anche in vista delle nuove aperture programmate. Sempre durante il periodo di chiusura, abbiamo ricevuto sostegni dai governi dei paesi in cui siamo presenti per quanto attiene alla retribuzione del personale».

Alla domanda sui progetti di Basic-Fit per il futuro e gli obiettivi per l'ormai imminente post pandemia, Roeg ha risposto così: «La nostra strategia non è cambiata. A causa dell'emergenza COVID-19, in questo momento non possiamo fare previsioni precise, anche per quanto concerne le nuove aperture. Aggiorneremo il mercato dopo aver riaperto i nostri club».

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