Cannabis in palestra, la nuova tendenza tra gli sportivi

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A cura della Redazione
Giovedì, Settembre 5, 2019
E’ una pratica che sta divenendo via via sempre più popolare quella di ricorrere al Cbd, metabolita della Cannabis sativa ricavato dalle piante di canapa, in seguito a un workout, così da sfruttare la sensazione di benessere che genera nell’organismo al fine di superare l’affaticamento.

Cannabidiolo per recuperare dopo un intenso allenamento in palestra. E’ una pratica che sta divenendo via via sempre più popolare quella di ricorrere al Cbd, metabolita della Cannabis sativa ricavato dalle piante di canapa, in seguito a un workout, così da sfruttare la sensazione di benessere che genera nell’organismo al fine di superare l’affaticamento e negli ultimi anni, alle esperienze degli sportivi in Italia e all’estero si sono aggiunti i riscontri di diversi studi scientifici.

Il Cbd, infatti, a differenza del Thc, cioè il delta-9-tetraidrocannabinolo, il principio attivo che in pratica genera quella sensazione di euforia, rilassamento e di alterazione di sensi e percezioni, secondo una ricerca pubblicata su Frontiers in Neurology, dal titolo ‘Cannabidiol to Improve Mobility in People with Multiple Sclerosis’, influisce positivamente sull’organismo. Questo dato, in realtà, conferma i risultati di altri studi precedenti, a partire da una ricerca condotta nel 2007 da un'équipe del California Pacific Medical Center Research Institute, secondo la quale il cannabidiolo potrebbe essere in grado di bloccare il gene Id-1 che provoca la diffusione delle metastasi di alcune forme tumorali.

In questo caso, i dati relativi al Cbd partono da un’indagine degli scienziati Rudroff Thorsten e Jacob Sosnoff, che ne hanno studiato i benefici per i malati di Sclerosi multipla, patologia demielinizzante del sistema nervoso centrale che colpisce, si stima, circa 2.3 milioni di persone in tutto il mondo. I sintomi della Sclerosi multipla variano, ma tra i più frequenti ci sono dolore e spasticità muscolare, affaticamento e depressione. Questi sintomi spesso conducono a una ridotta attività fisica, impattando negativamente sulla funzionalità motoria, e hanno un impatto dannoso sulla qualità di vita dei malati. Sebbene negli ultimi anni ci sono stati significativi progressi dal punto di vista terapeutico, nessuno dei trattamenti disponibili oggi è in grado di fermare o di curare i sintomi da Sclerosi multipla. Di conseguenza, molti malati cercano soluzioni alternative, come la cannabis.

Le piante di cannabis, infatti, contengono molte sostanze chimiche biologicamente attive, incluso il Cannabidiolo, e in base ai risultati dello studio, è proprio il Cbd ad avere numerosi benefici, tra i quali, proprietà proprietà anti infiammatorie, antiossidanti, antiemetiche, antipsicotiche e neuroprotettive.

 

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