Convegno ANIF-Eurowellness 2014: buone notizie per gli operatori dello sport e del fitness

Convegno ANIF-Eurowellness 2014: buone notizie per gli operatori dello sport e del fitness big
Durante il convegno il Presidente Duregon ha fornito ampie assicurazioni circa gli esiti dell’azione degli Organi di Controllo INPS

Alla quindicesima edizione di ForumClub, svoltosi alla Fiera di Bologna dal 20 al 22 febbraio scorsi, si è tenuto il Convegno nazionale ANIF-Eurowellness .

All’edizione 2014 del Convegno  hanno partecipato 150 gestori e titolari di fitness club e centri sportivi che hanno attentamente seguito la relazione del Presidente Giampaolo Duregon. Facendo il punto della situazione politico-organizzativa dell’Ente, Duregon ha fornito ampie assicurazioni circa gli esiti della capillare azione degli Organi di Controllo INPS intrapresa nel corso del 2013 in merito ai contratti di lavoro vigenti nel mondo dello sport dilettantistico, ossia i “compensi sportivi” percepiti dai tecnici e dagli allenatori che, in base all’art. 67 del TUIR, rientrano nei cosiddetti “redditi diversi” per i quali non si configura l’assoggettamento a contribuzione previdenziale.

Duregon ha ricordato che secondo l’Ente previdenziale il tecnico sportivo, per le cognizioni di cui dispone, deve configurarsi come lavoratore autonomo professionista soprattutto laddove tale attività viene svolta in presenza di più committenze. In assenza di un “albo dei professionisti sportivi”, tale rapporto di lavoro può essere definito solo sulla base del ruolo che l’AS/SSD intende coprire e dalla sottoscrizione del relativo contratto in base al quale il collaboratore s’impegna a svolgerlo al di fuori di un rapporto dirigistico, con orario concordato con altri colleghi, a tempo determinato, senza vincoli di orario. Ha inoltre sottolineato che occorre tener presente che le AS/SSD svolgono la loro attività all’interno del sistema CONI e quindi anche per l’inquadramento degli addetti che vi operano non si può prescindere dall’Ordinamento Sportivo, così come che la legge sul professionismo sportivo (Legge 91, 23 marzo 1981) definisce chiaramente il campo di applicazione del cosiddetto “professionismo sportivo”. Le Federazioni che prevedono il professionismo – ha ricordato – sono soltanto 6, ossia la Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC), la Federazione Italiana Pallacanestro (FIP), la Federazione Ciclistica Italiana (FCI), la Federazione Italiana Golf (FIG), la Federazione Pugilistica Italiana (FPI) e la Federazione Motociclistica Italiana (FMI). Le attività svolte con le altre Federazioni (e anche parzialmente nella base di alcune delle sei Federazioni professionistiche) sono pertanto dilettantistiche.

Nel corso del suo appassionato intervento, il Presidente ANIF ha rassicurato l’Assemblea sull’inconsistenza delle tesi sostenute dall’INPS sulla base dei fatti ricostruiti nel corso del tempestivo intervento dell’Associazione presso la Direzione Generale del Ministero del Lavoro e presso la Direzione Generale dell’INPS. Ha inoltre fatto presente che le Istituzioni hanno accolto, al termine di un lungo e impegnativo confronto, le istanze portate avanti con la collaborazione del Direttore Gianfranco Mazzia e il prezioso contributo fornito sul piano legale e lavoristico dall’avvocato Alberto Succi. L’azione degli Organi di Controllo su questo terreno è stata dunque bloccata grazie all’intervento di ANIF che si è limitata a chiedere che venissero rispettate le normative di settore, riscontrando l’attenzione e la sensibilità dei vertici sia del Ministero del lavoro e dell’INPS.

Duregon ha ricordato che l’impegno politico di ANIF, negli ultimi tempi, oltre a interessare le problematiche del lavoro ha affrontando anche la questione IMU, ottenendo un altro importante risultato. A tale proposito, si ricorda che il Decreto Legge “Grilli” del 2012 prevede l’esenzione IMU per i locali in cui si svolge esclusivamente l’attività sportiva dilettantistica e che, di conseguenza, i locali adibiti a scopi commerciali (bar, terme, ecc.) debbano risultare distinti catastalmente.

Il Presidente ANIF, coadiuvato dai suoi esperti, si è mosso presso la Direzione Generale del Ministero delle Finanze e la direzione dell’Agenzia del Territorio per le rispettive competenze e per i necessari chiarimenti riguardo l’applicazione della norma. Dopo una lunga trattativa, i lavori si sono conclusi con una Circolare – in procinto di essere emanata – in cui vengono definite due categorie catastali: D6 “fabbricati e locali per esercizi sportivi” (palestre, piscine, spogliatoi, ecc.) e D8 “locali per impianti commerciali”.

I lavori sono proseguiti con gli interventi di Massimo Cicognani, amministratore delegato di “Movimento per la Salute srl” sullo stato di avanzamento dell'importante progetto il cui fine è migliorare la salute pubblica e al tempo stesso incrementare il numero di frequentatori di fitness club e centri sportivi. Ad oggi, nei quattro club pilota si sono iscritti, su indicazione del medico di famiglia e nell’arco di due mesi, più di cento persone.
Ha quindi preso la parola l’Avocato Alberto Succi, esperto di Diritto Sportivo e Societario, che ha parlato degli aspetti tecnico-giuridici degli argomenti trattati dal Presidente in chiave politica. Infine Edoardo Cognonato, esperto di marketing relazionale, ha parlato dell'importanza delle relazioni umane nella fidelizzazione dei frequentatori degli impianti sportivi e ha dato una sferzata di ottimismo imprenditoriale a tutti.

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