Germania: palestre e centri benessere valutano azione legale contro il lockdown

Berlino
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A cura della Redazione
Venerdì, Ottobre 30, 2020
I titolari di palestre e centri benessere tedeschi stanno valutando un'azione legale collettiva contro il governo federale per via dello stop alle loro strutture - un mini lockdown che interesserà molti altri settori economici della Germania - a partire dal prossimo 2 novembre.

Un’azione legale collettiva contro il lockdown di un mese e la conseguente chiusura di palestre, piscine e attività ludiche. È ciò che stanno valutando di fare i titolari dei club e dei centri benessere tedeschi contro il Governo dopo che la Cancelliera Angela Merkel, al termine dell’incontro coi ministri-presidenti dei 16 Land, ha ufficializzato per il Paese un mini-lockdown su tutto il territorio nazionale, a partire dal 2 novembre e per un mese.

Le ‘misure dure’ anticipate dalla Cancelliera, più radicali rispetto a quelle introdotte dal nuovo Dpcm del Governo Conte, impongono, tra le altre cose, appunto, la chiusura di palestre e piscine allo scopo di interrompere la brusca risalita dei contagi che sta drammaticamente interessando tutta l’Europa.

In Germania, secondo la costituzione tedesca e il sistema di governo federale, ogni singolo Stato ha l'ultima parola su quali restrizioni imporre: nel corso dell’incontro, tuttavia, tutte le misure proposte da Merkel sono state approvate e a vigilare saranno gli stessi Land. Il documento dispone anche che le aziende colpite dalle chiusure temporanee riceveranno "aiuti d’emergenza per compensare le perdite finanziarie" dal governo federale. La decisione del governo centrale di proporre un "interruttore di circuito" arriva mentre I contagi nel paese sono aumentati a una media di 10.900 casi al giorno.

Ultima nazione europea a reintrodurre lo stop per palestre e strutture ricreative, nonostante non ci siano stati focolai a oggi, prima della Germania, a decretare la serrate sono stati Italia (il 24 ottobre) e prima ancora la Francia, che ha ordinato la chiusura di tutte le palestre nelle principali città a settembre.

In Francia, più di 100 operatori di palestre e centri benessere hanno firmato una petizione e avviato un'azione legale contro la decisione del Governo, affermando che la mossa ha messo a rischio migliaia di posti di lavoro e ha avuto un effetto negativo sulla salute dei cittadini. Il risultato di questa azione è tuttora in sospeso.

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