Il futuro sanitario dei fitness tracker

SmartWatch
Autore: 
Redazione
Venerdì, Marzo 17, 2017
Secondo il Global Wellness Institute di Miami, il futuro dei fitness tracker e delle relative app è nell’assistenza sanitaria e non nel fitness, settore nel quale starebbero incontrando grandi difficoltà.

Un segmento del mercato del wellness è in difficoltà: quello composto dai dispositivi tecnologici indossabili, ovvero i fitness tracker e le relative app. A dirlo è il Global Wellness Institute (GWE), organizzazione no profit con sede a Miami, la cui mission è promuovere, tramite la formazione sulla prevenzione rivolta ai settori sia pubblici sia privati, il raggiungimento del benessere psico-fisico in tutto il mondo.

Secondo l’organizzazione statunitense, questo comparto sta perdendo il suo smalto e per sopravvivere deve combattere anche a livello pubblicitario. Alcuni anni fa veniva addirittura considerato il prossimo grande mercato tecnologico (dopo gli smartphone, ovviamente), ma oggi i pionieri e i leader del mercato, come Fitbit e Jawbone, sono in difficoltà e Motorola ha addirittura abbandonato questo settore.

Nel frattempo, sottolinea il Global Wellness Institute, diversi studi scientifici avrebbero mostrato che questi dispositivi hi-tech non inducono le persone ad allenarsi di più. Per perdere peso sarebbe addirittura meglio non utilizzarli in quanto si sarebbero rivelati controproducenti.

Il futuro dei dispositivi tecnologi indossabili – ritengono gli esperti del GWE – è nell’assistenza sanitaria. Startup come snap40 propongono algoritmi in grado di convertire i dati raccolti in informazioni utili per i medici, consentendo loro di concentrarsi sulla cura, evitando di annegare nel mare dei dati. L’utilizzo di questi dispositivi contribuirà a ridurre i costi ospedalieri, a migliorare l’efficienza dell’assistenza sanitaria e ad abbassare lo stress a carico dei medici.

 

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