Il Manifesto Sport inviato a Draghi da ANIF

Mercoledì, Marzo 17, 2021
ANIF ha inviato una lettera-manifesto a Mario Draghi per presentare al Governo la situazione attuale e le necessità più urgenti del nostro settore. La riportiamo integralmente.

ANIF - Eurowellness ha inviato una lettera-manifesto al Presidente del consiglio Mario Draghi per presentare al Governo la situazione attuale e le necessità più urgenti del nostro settore. La riportiamo integralmente di seguito.

 

Manifesto Sport al Presidente Draghi

Ill.mo Signor Presidente, ANIF Eurowellness (Associazione Nazionale Impianti Sport e Fitness) dal 1996 è l’associazione di riferimento dei titolari e gestori dei centri sportivi e polisportivi italiani e ne tutela gli interessi, anche quale componente di Confindustria Federvarie. Il mondo della pratica sportiva ha accolto con grande soddisfazione l’attenzione che Lei Presidente ha inteso dedicare ai centri sportivi italiani, settore che comprende tutti gli organismi che organizzano e gestiscono attività sportive, siano esse di base o finalizzate alla formazione e alla preparazione agonistica, anche di alto livello, in occasione del suo intervento rilasciato all’indomani dell’insediamento. Quale supporto alle iniziative che il Governo intenderà prendere nel settore a seguito del pronunciamento del Premie, i centri sportivi dichiarano con forza quanto segue:

  • ad oggi il settore non ha un interlocutore referente;
  • il settore, penalizzato da ormai più di un anno a causa di un devastante lockdown (8 mesi di chiusura e 5 di contingentamento), ha ricevuto, attraverso una serie di DPCM, esigui sostegni (“Ristori”) che hanno rappresentato un sussidio per i centri sportivi al collasso, ma sono risultati purtroppo insufficienti per scongiurare gli effetti di una crisi difficile da superare;
  • il nuovo DPCM del 2 marzo 2021, che resterà in vigore fino al 6 aprile p.v., proroga le restrizioni previste fino a dopo Pasqua. Dopo non è dato sapere. Quello che è certo è che molti centri sportivi non apriranno ad aprile né successivamente, a meno che non ricevano congrui indennizzi;
  • il settore ha investito INUTILMENTE milioni di euro nell’implementazione e nel potenziamento della sicurezza delle strutture nel rispetto dei Protocolli emanati dal precedente governo;
  • il tasso di contagio nei centri sportivi italiani, rilevato nel periodo di apertura, è inferiore all’ 1xmille frequentatori, come comunicato ufficialmente nell’ottobre scorso dal Dipartimento dello Sport al CTS;
  • la perdita media dei centri sportivi relativa al flusso economico è stata pari all’85% rispetto al 2019, ovvero oltre 10.5 miliardi, cui occorre sommare i circa 13 miliardi di fatturato di indotto persi dalle aziende che producono articoli sportivi (quest’ultime occupano 50 mila addetti ed esportano beni per circa 6 miliardi di Euro all’anno);
  • nei centri sportivi sono occupati oltre un milione di addetti, oggi in gran parte in CIG e in regime “bonus”. Vi praticano attività sportiva circa 20 milioni di cittadini appartenenti a tutte le classi di età: i giovanissimi che si avviano allo sport agonistico, gli adulti e gli anziani che praticano attività fisica volta soprattutto alla salute e al benessere psico-fisico, gli agonisti e gli atleti di vertice compresi quelli destinati ad arricchire il medagliere nazionale in occasione delle Olimpiadi e dei Campionati Europei e Mondiali;
  • i centri sportivi che osservano diligentemente i protocolli sono quindi luoghi di prevenzione, e non già di diffusione del virus, frequentati da individui che conducono un sano stile di vita nel rispetto dei rigorosi Protocolli di Sicurezza anti-Covid dell’ex Ministero dello Sport (termoscanner, barriere in plexiglass, distanziamenti, sanificazione dei locali e delle attrezzature, limitazione dei flussi di ingresso);
  • le verifiche sull’applicazione dei Protocolli effettuate dagli Organi di Controllo: NAS, ASL, POLIZIA MUNICIPALE hanno dimostrato che i centri sportivi operano nel pieno rispetto dei Protocolli di cui sopra.

Alla luce di quanto esposto la chiusura dei centri sportivi è quindi assurda. È quanto sostiene, con forza e autorevolezza, anche il mondo scientifico-sanitario.

Guido Rasi, Professore di microbiologia dell’Università Tor Vergata di Roma, ex Direttore Esecutivo dell’EMA, Agenzia Europea del Farmaco, ex Direttore Generale AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, sottolinea, in una dichiarazione al Presidente ANIF Giampaolo Duregon il 10.02.2021, che “la maggioranza degli impianti sportivi ha fatto importanti investimenti nel trovare soluzioni dove l’attività fisica possa essere svolta in grande sicurezza…in maniera controllata e sicura”;

Maurizio Casasco, Presidente dei Medici Sportivi ha affermato che “è assolutamente non condivisibile e addirittura assurdo che l’Italia, su indicazione di parte del CTS, non conoscendo l’organizzazione sportiva, sia salita sul podio dell’assurdo per aver bloccato l’attività giovanile dello Sport” (intervista della società di informazione e comunicazione GONFIALARETE del 20.10.2020 e riportata dal Corriere della Sera);

Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, è “preoccupato per l’impatto della pandemia su adolescenti e giovani e per gli effetti indiretti quali depressioni e ansia maggiori dello stesso virus” (conferenza stampa a Ginevra dell’OMS il 12.06.2020);

Francesco Vaia, Direttore dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive di ROMA asserisce che “è sbagliato tenere i giovani e gli anziani lontani dallo sport e dal tempo libero, rivolgo il mio invito al Ministro dello Sport perché riconsideri queste posizioni e ripensi le riaperture dei centri sportivi nell’ottica del massimo rigore e dell’estrema sicurezza” (intervista al Corriere della Sera, del 16.11.2020);

Francesco Landi, Primario di Riabilitazione Geriatrica al Policlinico “Gemelli di Roma”, fra i massimi esperti di COVI-19, afferma che “la pratica sportiva è essenziale per la salute…Piscine e palestre non sono un luogo di divertimento, ma di cura, e come tali vanno trattate. La gente deve poter andare a curarsi” (intervista su La Verità, del 8.03.2021)

Ripartenza delle attività sportive indoor

La ripartenza, invocata da più parti, dovrà essere sostenuta anche da una comunicazione chiara e forte da parte delle Istituzioni, CTS e Ministero della Salute in primis, volta a sensibilizzare l’opinione pubblica ed i media sull’importanza del ruolo svolto dai centri sportivi, che operano nel pieno rispetto dei Protocolli di sicurezza anti Covid, sul piano dell’attività fisico-salutistica, ben lontano quindi dal mondo che alcuni organi di comunicazione hanno cercato in passato di dipingere creando al settore un danno di inimmaginabili proporzioni.
L’attività fisica, in realtà, svolta presso i centri sportivi di qualità, che operano nel pieno rispetto delle normative sulla sicurezza, rappresenta in sostanza anche un potente antidoto nei confronti delle patologie del metabolismo basale e delle malattie infettive, Covid-19 compreso. Quindi anche i media dovrebbero considerarla come tale.

Riforma dello sport

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, il 26 febbraio 2021, i decreti legislativi contenenti la Riforma dello Sport con la quale, tra l’altro, si introducono tutele lavoristiche e previdenziali, applicabili anche al settore dei centri sportivi. Le norme introdotte dalla riforma dovrebbero applicarsi a decorrere dal primo luglio 2022.
E’ auspicabile pertanto la costituzione di un tavolo di lavoro volto ad introdurre nella riforma i correttivi necessari per la migliore tutela dei lavoratori e per rendere chiara, coerente e sostenibile la disciplina tributaria del settore, che, così come formulata, aumenterebbe in maniera esponenziale le spese dei centri sportivi.

I centri sportivi italiani lasciano valutare infine al governo l’opportunità di:

• Fisco
Prorogare il Credito d’Imposta per la sanificazione.
Prevedere l’esenzione IMU per tutto il 2021 per i titolari di diritti reali sugli immobili nei quali viene svolta attività sportiva, anche se tali immobili sono dati in comodato o locazione, sempre per lo svolgimento delle attività sportive.

• Lavoro
Prolungamento degli ammortizzatori sociali (CIG e “bonus” per i collaboratori sportivi e amministrativo-gestionali ex Art. 67, comma 1, lett. m del TUIR) per tutto il 2021 senza costi aggiuntivi o distinzioni dimensionali.

• Ristori (sostegni) a fondo perduto
Per le società e associazioni sportive dilettantistiche che organizzano e gestiscono attività sportiva, parametrare i ristori a “Fondo Perduto” alla perdita derivante dalla riduzione delle entrate sia commerciali che istituzionali di cui all’articolo 148 del DPR 917/1986 (TUIR) , con riferimento alle entrate dell’anno 2019 o, in alternativa, alla media degli ultimi 3 anni.
Tempestività nell’erogazione dei sostegni. Eliminazione delle vischiosità del sistema che hanno messo in crisi i centri sportivi nel periodo 2020 – 2021.

• Voucher
Introduzione di modalità di risarcimento dei danni economici derivanti dalla chiusura forzata, riferibili sia ai costi fissi di gestione, sia alla perdita derivante dalle mancate iscrizioni dei frequentatori dei centri sportivi, sia, infine, alla richiesta dei titolari di abbonamenti di ottenere la restituzione delle somme relative ai periodi di chiusura. Per questo ultimo aspetto potrebbero ipotizzarsi i seguenti provvedimenti:

  1. Voucher di importo pari al periodo non fruito, da utilizzarsi nel centro sportivo che ha emesso il voucher;
  2. “Ticket Sportivo” per un importo pari a € 800 (o altro) riconosciuto dallo Stato ai cittadini che lo richiedano a titolo di rimborso dei periodi perduti a causa della chiusura. Al momento della richiesta i cittadini dovranno provare l’esistenza di un abbonamento presso il centro sportivo ed impegnarsi ad utilizzare l’importo per il rinnovo dell’abbonamento presso il centro sportivo;
  3. Risarcimento al centro sportivo per un importo forfetario di € 800 (o altro) a fronte della restituzione ai frequentatori della quota parte dell’abbonamento non fruito a causa della chiusura.

• Rilancio settore dei centri sportivi
Messa a fuoco di azioni strategiche volte sostenere il rilancio del settore per il suo alto valore sociale e salutistico, attraverso un piano che preveda un finanziamento pluriennale coperto da recovery fund.

 

Certi della giusta considerazione che vorrà accordarci, attendiamo fiduciosi.
Cordialmente,

Giampaolo Duregon
Presidente ANIF Eurowellness

Roma, 10 marzo 2021

 

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