Infezioni in piscina: l’importanza dell’igiene

Piscina
Autore: 
A cura della Redazione
Lunedì, Maggio 9, 2022
Uno studio condotto alcuni anni fa in 6 piscine ricreative del Regno Unito evidenzia l’importanza delle campagne di sensibilizzazione sull’igiene dei bagnanti.

Il Cryptosporidium è una delle principali cause di epidemie di diarrea lega­te all’utilizzo delle piscine, ma si sa po­co sulla frequenza della con­taminazione. Per conoscere meglio questo fenomeno, un gruppo di ricercatori britannici ha condotto lo studio intitolato “Presenza di oocisti di Cryptosporidium nelle piscine per il tempo li­bero nel Regno Unito e modellazione degli even­ti di contaminazione delle oo­cisti”, finanziato dal Po­ol Water Treatment Adviso­ry Group. L’obiettivo principa­le dell’indagine è stato analizzare e misurare la presenza e la concentra­zione, attraverso campiona­menti e misurazioni, di oo­cisti di Cryptosporidium nel­le piscine a uso ricreativo e, al tempo stesso, confrontare i rilevamenti con i parametri operativi per fornire orientamenti basati su dati probanti e migliorare la capacità di campionamen­to e interpretazione per le in­dagini sulla salute pubbli­ca. Sono stati campiona­ti fino a 1.000 litri di acqua di piscina durante varie ses­sioni di nuoto, una volta alla settimana, per 10 settimane, dall’8 agosto 2017. Il tutto, in sei piscine che si sono offer­te volontarie come campione di analisi. Le oocisti, eviden­zia l’indagine, sono state ri­levate al microscopio in 12 campioni d’acqua di pisci­na su 59 (20%) e almeno una volta in ciascun impianto. 8 rilevamenti su 12 (66%) sono avve­nuti ad agosto, quando il numero di bagnanti era più ele­vato e in 3 piscine su 6 è stato campionato settima­nalmente un controlavaggio del filtro, da 1 litro, e sono state rilevate oocisti in 2 campioni su 29 (7%), a seguito del­le misurazioni effettuate sui campioni d’acqua.

Dallo studio è dunque emerso che le probabilità che un bagnante contaminasse la piscina variava da 1 su 1.000 a oltre 1 su 10.000. L’analisi, svolta con il metodo Monte Carlo (un’am­pia classe di metodi compu­tazionali basati sul campio­namento casuale per otte­nere risultati numerici), ha inoltre mostrato che quando un numero elevato di bagnan­ti causava una contaminazio­ne per oltre il 70% dei giorni, più eventi al giorno erano più probabili dei singoli eventi. Queste piscine per il tem­po libero, generalmente ben gestite, hanno dimostrato che il rischio di Crypto­sporidium è correlato all’elevato numero di bagnanti. I ricercatori hanno quindi concluso che le campagne di sensibilizzazio­ne dell’opinione pubblica sull’igiene dei bagnanti, e sul ri­spetto delle linee guida relative agli incidenti fecali per gli opera­tori, dovrebbero essere attuate in anticipo rispetto all’alta stagione.

 

 

 

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