L’efficacia dell’attività fisica adattata sull’osteoartrosi

Cyclette
Autore: 
Redazione
Lunedì, Febbraio 10, 2020
Unita a un approccio bio-psico-sociale, l’attività fisica adattata si conferma essere un ottimo aiuto contro i sintomi dell’artrosi, agendo sul dolore, sulle funzionalità fisiche e sulla cronicità del disturbo. Lo studio del Dipartimento di Riabilitazione dell’ASST Gaetano Pini-CTO di Milano riporta risultati rassicuranti.

Nemica giurata per la nostra salute è da sempre la vecchiaia, è infatti lo scorrere del tempo uno dei più grossi ostacoli al tenerci in forma e in salute. A risentire dell’invecchiamento sono sicuramente le ossa: l’artrosi è un disturbo estremamente diffuso e altamente squalificante, che consiste nel progressivo danneggiamento della cartilagine articolare e, sebbene sia una patologia prevalentemente senile, non risparmia talvolta neanche i giovani.

Il Dipartimento di Riabilitazione dell’ASST Gaetano Pini-CTO ha appena pubblicato un articolo dal titolo “L’approccio bio-psico-sociale nella popolazione anziana: esito dell’attività fisica adattata nei pazienti con osteoartrosi”, scritto dal dott. Lorenzo Panella insieme con altri specialisti. L’articolo sembrerebbe far luce su possibili terapie per migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da artrosi, e la soluzione pare essere proprio l’attività fisica adattata (AFA).

In merito all’approccio bio-psico-sociale, il dott. Panella spiega la necessità di unire gli aspetti psicologico, ambientale e sociale per una terapia il più possibile funzionale al recupero del paziente. Sin dal 2002, infatti, l’ICF, International Classification of Functioning, ha completamente scardinato le modalità di approccio alla disabilità, che ora vede il paziente al centro di un percorso di recupero delle funzionalità facendo leva sugli aspetti sopracitati. Nei pazienti con artrosi questo modus operandi sembra riscuotere un evidente successo. Il Dipartimento di Riabilitazione, infatti, in collaborazione con UISP Unione Italiana Sport per tutti, con le parrocchie e le associazioni del quartiere Gorla di Milano ha istituito diversi gruppi AFA, composti da poche persone e suddivise in base al tipo di disturbo e, conseguentemente, al tipo di esercizi che gli individui sono in grado di svolgere. “L’attività fisica adattata – spiega il dott. Panella – a differenza di altre forme di esercizio, è finalizzata al recupero della funzione che è deficitaria. In questo caso, gli operatori AFA, laureati in scienze motorie con corsi di specializzazione nella disciplina, definiscono i movimenti da adattare alla persona rispetto al problema prioritario, come un sarto che taglia un abito su misura”.

Ad affiancare il dott. Panella, il dott. Incorvaia dell’Unità Operativa Complessa di Riabilitazione Cardiaca e pneumologia, il dott. Caserta, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Riabilitazione Mielolesi, la dott.ssa Amata dell’equipe del Dipartimento di Riabilitazione e la Prof. Camilla Callegari, Direttore della cattedra di Psichiatria dell’Università dell’Insubria insieme ai suoi collaboratori. Ciò che emerso dai test con i quali sono stati analizzati i gruppi è che, al termine del periodo di durata dello studio – sei mesi – gli anziani con problemi di osteoartrite hanno tratto evidente beneficio dagli esercizi di riabilitazione attraverso l’attività fisica adattata. Oltre al recupero di molte funzioni fisiche, è stata riscontrata una migliore resistenza al dolore e un conseguente calo del rischio di cronicizzazione del disturbo.

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