Più corsi ibridi e soluzioni multiservizio, è il fitness del futuro

Più  corsi ibridi e soluzioni multiservizio, è il fitness del futuro
Autore: 
A cura della Redazione
Mercoledì, Dicembre 16, 2020
Un’indagine condotta da Sportclubby, l’app più scaricata in Italia per prenotare corsi, racconta come sono cambiati i gusti e le aspettative degli sportivi e quali saranno le nuove tendenze del futuro

Nonostante la pandemia abbia cambiato radicalmente le nostre abitudini quotidiane, privandoci di spazi come palestre, piscine e cinema per rinchiuderci in casa, 9 persone su 10 non intendono rinunciare all’attività fisica. Nel 2021, questo si tradurrà in una tendenza: la crescita, cioè, di un nuovo mercato ibrido, che affiancherà all’offerta in presenza il fitness online e outdoor, con i club che diverranno piattaforme reali e virtuali dedicate allo sport e al benessere. A raccontarlo è un’indagine su 630 italiani effettuata da Sportclubby, la principale piattaforma in Italia per prenotare corsi online o in palestra e servizi dedicati ad ogni tipo di sport, usata da 500 mila utenti e oltre 700 centri in Italia. Se prima del Covid il 70% degli sportivi frequentava regolarmente il proprio club di riferimento 3 o più volte la settimana, il 63% è stato costretto a ridurre la propria frequenza di allenamento per via delle restrizioni, con un impatto maggiore tra gli over 55 (73%). Tuttavia, il 70% di coloro che frequentano una centro afferma di voler tornare ad allenarsi in presenza, il 16% dice che potrebbe affiancare ai corsi in sede anche attività online, il 3% ha in previsione di allenarsi soprattutto in livestreaming e l’1% opterà per lezioni in streaming on demand. Infine, c’è un 3% di sportivi che sceglierà di allenarsi all’aperto in autonomia, senza vincoli con club o trainer, e il 7% che propenderà per questa soluzione con il supporto del proprio centro o istruttore di fiducia.

I corsi online, dunque, consentirebbero ai club di espandere il proprio mercato ben oltre i confini metropolitani: 1 italiano su 3 dichiara infatti che nel 2021 si allenerebbe online anche con palestre o trainer fuori dalla propria area territoriale. Una tendenza, questa, che molti club e centri fitness hanno già captato, tanto che nel post Covid il 18% integrerà in modo permanente corsi online e corsi in presenza, 15% proporrà anche corsi outdoor e il 41% includerà nel proprio ‘palinsesto’ entrambe le soluzioni. Solo il 26% afferma che non inserirà né il digitale, né l’outdoor nei propri palinsesti. Del resto, se il 31% delle attività del settore nel 2020 ha più che dimezzato il proprio fatturato, ampliare la propria offerta con corsi online online e outdoor, ad esempio al parco, ha giovato al 15% dei centri, tanto da consentire di stabilizzare o addirittura incrementare i ricavi o comunque di mantenere la flessione entro il 20%.

 

 

Un nuovo ritmo

Oltre allo spazio, anche il tempo del fitness è cambiato. Lo smart work fa ormai parte della normalità – potrebbe essere addirittura un’evoluzione permanente – e il lavoro da casa ha modificato anche la quotidianità delle persone. Tanto che il 36% degli sportivi afferma che si allenerà anche in orari non di punta, il che potrebbe portare a una maggiore offerta online, magari più diluita rispetto alle vecchie code che si creavano, pre-Covid, ad esempio tra le 18 e le 20, tra i tapis roulant e le bike. Inoltre, il digitale ci ha abituati ad avere corsi e trainer sempre a portata di mano, cosa che anche in futuro i clienti di un club o di un centro si aspetteranno. In pratica, insomma, la tecnologia impiegata per un’offerta su misura, orari più flessibili o promozioni personalizzate (62%). Meglio ancora se la piattaforma sarà multiservizio: il 44% infatti vorrebbe affiancare all’abbonamento del club altre opzioni sempre correlate alla salute e al benessere, come visite mediche, nutrizionista, fisioterapia e così via, il 21% si aspetta poi per il prossimo anno anche un’offerta integrata di strumenti per agevolare la pratica sportiva (pagamenti digitali, assicurazioni sportive, servizi di trasporto casa-palestra per ragazzi, welfare aziendale). Il 18% vorrebbe poi che il club mantenesse il rapporto con la community di sportivi nata quest’anno tramite social e app venga coltivato anche in futuro, per ricevere aggiornamenti costanti e stimoli.

 

 

Gli alleati della sedentarietà

Se il 52% degli sportivi ha continuato ad allenarsi online durante i lockdown, il 48% non ha trovato sul web l’alleato che sperava a causa di alcuni ostacoli, in primis la mancanza di spazi adeguati in casa (36%) o l’impossibilità di praticare la propria disciplina a distanza (32%). Per il 24%, poi, la convivenza h24 con animali e familiari – causa di interruzioni – è stata abbastanza demotivante da indurli ad abbandonare l’impresa ma in questo caso è possibile che la riapertura delle scuole e la ripresa graduale della quotidianità consenta di riprendere le routine di allenamento. Stesso discorso per chi ha rinunciato ad allenarsi online per non dover rimanere ancora dinnanzi a uno schermo, dopo una giornata in smart work (20%). Altri, poi, non avevano gli strumenti per allenarsi via web (14%) e il 10% non ha trovato corsi adatti alle proprie capacità o ai propri gusti, dato che club e centri dovrebbero tenere presente come potenziale bacino a cui attingere nell’ampliare la propria offerta.

“Gli anni che ci attendono - spiega Stefano De Amici, Cpo e cofondatore di Sportclubby - offriranno una sfida stimolante per lo sport system italiano: da una parte, gli sportivi con nuove abitudini ed esigenze dettate dai consumi digitali; dall’altra, i club, che stanno imparando di fatto un nuovo mestiere, fra social e piattaforme. Attraverso la nostra tecnologia stiamo aiutando centinaia di gestori ad applicare una mentalità digitale ad ogni aspetto della quotidianità in palestra, dalla gestione dei clienti e loro preferenze, fino ai pagamenti e promozioni della propria offerta sulla più vasta community di sportivi in Italia. La tecnologia dovrebbe semplificarci la vita, non complicarla e il nostro obiettivo è permettere a chi lavora nello sport di tornare a concentrarsi solo su quello che sa fare meglio”.

Share

LEGGI ANCHE