Riflessioni sul futuro del settore

Piscina Prime
Autore: 
Redazione
Venerdì, Luglio 29, 2016
I fitness club Prime, per celebrare il loro settimo compleanno, hanno organizzato un workshop dedicato al futuro del settore al quale hanno partecipato illustri personaggi del mondo sportivo, politico e imprenditoriale

Prime, marchio che identifica tre prestigiosi fitness club ubicati a Bologna e a Castel Maggiore, alle porte del capoluogo felsineo, lo scorso 30 giugno ha festeggiato il suo settimo compleanno organizzando il workshop intitolato Fitness, Alimentazione, Well Aging. L’Emilia Romagna alla guida del cambiamento culturale italiano, svoltosi presso l’auditorium del Complesso Torre Unipol, dove ha sede l’ultimo e avveniristico club del sodalizio diretto da Francesco Iezzone.

Coordinato da Giuseppe Tassi, direttore del Quotidiano Sportivo - QN, Il Resto del Carlino - La Nazione, l’incontro ha visto la partecipazione di nomi importanti del mondo sportivo, politico e imprenditoriale, ovvero Andrea Segrè, presidente CAAB e ideatore di F.I.CO, Morena Diazzi, direttore generale economia della conoscenza, del lavoro e dell’impresa della Regione Emila Romagna, l’onorevole Daniela Sbrollini, vice presidente XII Commissione Affari Sociali e Sanità. Yuri Zugolaro, esperto di diritto societario e sportivo, la senatrice Josefa Idem, campionessa olimpionica e componente della VII Commissione Istruzione pubblica, beni culturali e sport del Senato della Repubblica, Nerio Alessandri, fondatore e presidente Technogym e l’azzurro di nuoto Marco Orsi, vincitore nel 2015 della medaglia d’oro nei 100 metri stile libero ai Campionati Europei di Netanya al quale è stato consegnato il PRIME Talent Award.

Francesco Iezzoni ha fatto gli onori di casa aprendo i lavori e ricordando che l’Italia, nel settore fitness, è penalizzata dall’incertezza e dalla eterogeneità normativa che scoraggiano gli investimenti, auspicando che il disegno di legge per la riforma dello sport proposta da ANIF-Eurowellness – illustrata in seguito dall’avvocato Zugolaro – diventi presto realtà, in un Paese in cui 6 persone su 10 sono completamente sedentarie.

Nel corso del suo intervento, Daniela Sbrollini ha ribadito quanto detto in occasione del convegno ANIF tenutosi lo scorso giugno a Rimini, assicurando il suo impegno nel sostenere una una riforma nei confronti della quale si è detta fiduciosa e che la farebbe felice in quanto consentirebbe di considerare lo sport e l’esercizio fisico in primo luogo come vera prevenzione sanitaria. E a tale proposito ha ricordato che 1 euro investito sull’attività motoria, a tutti i livelli, genera un risparmio in spesa sanitaria di 3 euro.

Iosefa Idem, dall’alto della sua straordinaria esperienza maturata nel mondo dello sport, ha ricordato che non è mai troppo tardi per iniziare a fare sport e che bisogna comunque partire dalla scuola, il luogo ideale per avviare tutti a uno stile di vita fisicamente attivo. E restando in ambito didattico, ha sottolineato che la Facoltà di Scienze Motorie necessita di essere ristrutturata con l’introduzione di materie manageriali e con una maggiore attenzione alla pratica sportiva in ambito scolastico e al turismo, che ha un legame naturale con lo sport. Ha inoltre ribadito che l’esercizio fisico è uno straordinario farmaco naturale che può trattare e prevenire numerose patologie croniche e che serve una “fotografia panoramica” dello sport in Italia per individuarne le maggiori criticità e attuare interventi mirati, partendo proprio dalla legge di riforma di cui tanto si parla. 

Nerio Alessandri, con un intervento appassionato, non ha perso l’occasione per ribadire che “stare bene conviene” a tutti, a livello sanitario, economico e sociale, e che per questa ragione bisogna occuparsi della salute e del benessere delle persone durante tutto il corso della loro vita e non solo nel momento in cui si ammalano e in tarda età quando si apprestano a morire. Ha detto che bisogna mettere l’uomo al centro della “wellness economy” con una vera inversione di tendenza in un Paese in cui il 97% della spesa sanitaria è destinata alle cure e solo il 3% alla prevenzione.

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