Contrastare la sedentarietà per salvare 12mila vite nel Regno Unito

Stile di vita salutare
Autore: 
Redazione
Mercoledì, Giugno 8, 2016
L’ultima edizione dello studio “Living Longer, Living Well” evidenzia che migliaia di decessi possono essere evitati in Gran Bretagna semplicemente attuando politiche che combattano concretamente l’inattività fisica e altri comportamenti malsani

Una concreta politica di prevenzione per contrastare la sedentarietà consentirebbe di evitare, nel Regno Unito, quasi 12.000 decessi da qui al 2025. A dirlo è l’ultima edizione dello studio intitolato “Living Longer, Living Well”, promosso da alcune organizzazioni benefiche appartenenti al Richmond Group.

I ricercatori hanno stabilito che se il governo attuasse politiche che favoriscono concretamente gli spostamenti a piedi e in bicicletta in ambito urbano, incoraggiando al tempo stesso i medici di base a diffondere più informazioni inerenti il cambiamento comportamentale, dunque lo stile di vita, nell’arco di un decennio si potrebbero evitare circa 11.600 decessi causati dalla sedentarietà associata ad altri comportamenti non salutari.

Inoltre, misure del genere trasformerebbero i circa 98.000 anni che la popolazione britannica attualmente vive in condizioni di disabilità in anni di salute e autonomia. Il rapporto sullo studio fa la sua comparsa in un momento in cui l’esercizio fisico si candida a giocare un ruolo chiave in ambito sanitario dal punto di vista anche e soprattutto preventivo. Ukactive, ente no profit il cui obiettivo è rendere “più persone più attive più spesso”, come recita il suo pay-off, incoraggia i professionisti dell’esercizio fisico a collaborare attivamente con tutti gli ambulatori dei medici di base e i centri per l’impiego per contribuire a contrastare la sedentarietà che costa al Paese 20 miliardi di sterline all’anno.

L’ultima edizione dello studio “Living Longer, Living Well” ha analizzato gli effetti di condizioni evitabili sulla popolazione del Regno Unito, rilevando che misure più decise per contrastare il tabagismo, l’abuso di alcol, la scorretta alimentazione e la sedentarietà potrebbero addirittura evitare, da qui al 2025, 250mila decessi.

Facendo leva su queste disarmanti evidenze scientifiche, il Richmond Group invita a gran voce il governo, gli enti pubblici, le aziende e le organizzazioni benefiche a collaborare per ideare e attuare soluzioni che possano concretamente migliorare le condizioni di salute fisica e mentale di migliaia di persone.

«L’alimentazione scorretta e l’inattività fisica – ha detto Chris Askew, CEO di Diabetes UK – sono responsabili della diffusione di gravi patologie come il diabete tipo 2, il cancro e le malattie cardiovascolari. Viviamo in un ambiente nel quale fare scelte salutari può risultare estremamente difficile, ma questo studio dimostra ancora una volta che misure decise e lungimiranti potranno consentire alle persone di vivere vite più sane e più lunghe».

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