Dai bambini agli anziani, bisogna fare più attività fisica

Dai bambini agli anziani, bisogna fare più attività fisica
Autore: 
Redazione
Martedì, Marzo 19, 2019
La Conferenza Stato-Regioni ha approvato le Linee guida sull’attività fisica per le diverse fasce d’età e gruppi di popolazione (dalle donne in gravidanza ai bambini, dai trapiantati ai malati cronici), pubblicate sul sito del ministero della Salute.

Incrementare il numero delle persone fisicamente attive del 30%, per quanto riguarda gli adulti, e del 15% per gli over 64. Sono questi alcuni degli obiettivi espressi dalle Linee guida sull'attività fisica per le diverse fasce d'età e gruppi di popolazione (dalle donne in gravidanza ai bambini, dai trapiantati ai malati cronici), approvate dalla Conferenza Stato-Regioni e pubblicate sul sito del ministero della Salute. “Interagire con il proprio ambiente attraverso le varie forme di movimento, a tutte le età – spiega il sito web del ministero - contribuisce in modo significativo a preservare lo stato di salute inteso, nell’accezione dell’Organizzazione mondiale della sanità - OMS, come stato di benessere fisico, psichico e sociale. Esiste un legame diretto tra la quantità di attività fisica e la speranza di vita, ragione per cui le popolazioni fisicamente più attive tendono a essere più longeve di quelle inattive. Le linee di indirizzo sottolineano la rilevanza dell’attività fisica per la popolazione generale e la necessità che tutti pratichino attività fisica, soprattutto integrata nella vita quotidiana”.

Alcuni dati
Nel mondo, 1 adulto su 4 e 3 adolescenti su 4 (di età compresa tra 11 e 17 anni), non svolgono attività fisica secondo le raccomandazioni dell’OMS.

In Italia

  • Bambini: solo il 18% pratica sport per non più di un’ora a settimana (OKkio alla salute 2016)
  • Adulti: il 33,6% delle persone con età compresa tra 18 e 69 anni è classificato come sedentario, cioè non fa un lavoro pesante e non pratica attività fisica nel tempo libero (PASSI 2014-2017)
  • Over 65: l’attività maggiormente praticata è camminare fuori casa, le attività domestiche rappresentano l’interesse principale, troppo poco tempo dedicato ad allenare la forza muscolare (PASSI d'argento 2016-2017).

Nella Regione europea dell’OMS l’inattività fisica è responsabile ogni anno di un milione di decessi (il 10% circa del totale) e di 8,3 milioni di anni persi al netto della disabilità (Disabilityadjusted life years, DALY).
Si stima che siano imputabili all’inattività fisica il 5% delle affezioni coronariche, il 7% dei casi di diabete di tipo 2, il 9% dei tumori al seno e il 10% dei tumori del colon. Inoltre, molti paesi della Regione hanno visto aumentare, negli ultimi decenni, le percentuali relative al numero di persone sovrappeso e obese. In 46 paesi (l’87% della Regione), oltre la metà degli adulti sono sovrappeso od obesi.

 

Dai bambini agli anziani, bisogna fare più attività fisica

 

Le linee di indirizzo

Le linee di indirizzo forniscono elementi di policy di sistema e di orientamento sulle azioni necessarie per incentivare l’attività fisica, puntando all’equità e all’inclusione dei soggetti vulnerabili, con l’obiettivo di superare il carattere settoriale e frammentario, che hanno avuto molte delle azioni di prevenzione e promozione della salute sinora intraprese, mirando anche a favorire una maggiore omogeneità di intervento a livello nazionale. Il documento, coerentemente con gli obiettivi Il Piano d’azione globale sull'attività fisica per gli anni 2018-2030 di recente approvato dall’OMS per ridurre del 15% la prevalenza globale dell’inattività fisica negli adulti e negli adolescenti entro il 2030, riconosce la validità dell’approccio strategico del nostro Paese, che tiene in considerazione tutti i determinanti che influenzano lo stile di vita e mira a realizzare azioni efficaci di promozione della salute in un’ottica intersettoriale e di approccio integrato.

La promozione dell’attività fisica come sostenuto dal programma Guadagnare salute e recepito dal Piano Nazionale della Prevenzione, richiede un approccio intersettoriale, con forte leadership del settore sanitario, ma con grande interazione con altri settori, come l’istruzione, lo sport e la cultura, i trasporti, l’urbanistica e l’economia.Il documento, pertanto, definisce in dettaglio il ruolo e le diverse responsabilità dei vari settori coinvolti, con particolare riferimento alla sanità pubblica e al servizio sanitario in generale, al settore educativo, al sistema sportivo, al settore dell’ambiente e delle infrastrutture, ai luoghi di lavoro, tutti ambiti nei quali è possibile sviluppare interventi tra loro coerenti per facilitare uno stile di vita attivo. Le linee di indirizzo descrivono, inoltre, i benefici dell’attività fisica per ciascuna fascia d’età e in riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione, andando quindi a illustrare, partendo dalle raccomandazioni dell’OMS, i livelli raccomandati di attività fisica e i sistemi e le modalità per raggiungerli.

 

Dai bambini agli anziani, bisogna fare più attività fisica

 

Quanta attività fisica fare?

I livelli di attività fisica raccomandati dal testo possono essere raggiunti sia attraverso lo sport, sia tramite la routine quotidiana. Per i più piccoli, ad esempio, giocare all’aperto, in movimento, è un buon modo per fare attività fisica, così come l’educazione fisica scolastica o gli spostamenti a piedi; per gli adulti, invece, il moto sta anche nelle attività del tempo libero o nei lavori domestici.

Secondo le linee guida dell’OMS i bambini e gli adolescenti di età compresa tra i 5 ei 17 anni dovrebbero praticare almeno 60 minuti di attività fisica quotidiana di intensità moderata-vigorosa e esercizi di rafforzamento dell’apparato muscoloscheletrico almeno 3 volte a settimana. Quantità di attività fisica superiore a 60 minuti forniscono ulteriori benefici per la salute. L’attività fisica nei bambini e negli adolescenti include il gioco, l’esercizio fisico strutturato e lo sport e dovrebbe essere di tipo prevalentemente aerobico.

Per gli adulti, invece, l'indicazione è di 150 minuti a settimana di attività moderata o 75 più intensa. In ogni caso, muoversi poco è sempre meglio che non muoversi affatto perciò già con 60 minuti a settimana si potrà godere di visibili benefici per la salute. L'importante, per chi svolge un'attività sedentaria, è alzarsi e fare una breve pausa ogni 30 minuti circa per muoversi un po’ o fare qualche piegamento.

Per quanto riguarda gli anziani, infine, in base alle condizioni di salute ‘vale’ come attività fisica anche introdurre un po’ di moto nella quotidianità, pulendo, cucinando o uscire per una passeggiata. Se possibile, tuttavia, l’OMS suggerisce, per chi ha problemi di mobilità o disabilità, il nuoto, lo stretching, o magari una camminata.

 

Per leggere il documento completo clicca qui e visita il sito del ministero della Salute

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