Defibrillatori: tempo scaduto

Corso rianimazione cardiopolmonare
Autore: 
Redazione
Martedì, Giugno 28, 2016
Salvo altre impensabili proroghe, dal 20 luglio le società sportive dilettantistiche e amatoriali saranno obbligate a dotarsi di defibrillatore e rispettare le dettagliate linee guida contenute dal decreto ministeriale. Il gestore dell’impianto non in regola rischia pesanti sanzioni civili e penali

Come noto, l’obbligo per le società sportive dilettantistiche e amatoriali di dotarsi di defibrillatore semiautomatico, e di formare il personale abilitato al suo utilizzo, era stato fissato dal cosiddetto “Decreto Balduzzi” per il 20 gennaio 2016, ma tale scadenza è stata in seguito procrastinata di 6 mesi dal decreto dell’11 gennaio 2016 che ha fissato il nuovo termine per il 20 luglio 2016. Dunque, salvo nuovi, e a nostro avviso incomprensibili, dietro-front, finalmente ci siamo. La società e associazioni sportive, ovvero la maggioranza dei fitness-wellness club italiani, sono tenute ad “attrezzarsi” per non incorrere in gravi sanzioni penali in caso di controllo e, ancor peggio, di decesso di un socio per arresto cardiaco. A tale proposito, è bene sottolineare che se una persona muore per arresto cardiaco all’interno di un club nel quale non è presente il defibrillatore e/o la persona formata per utilizzarlo, il gestore dell’impianto è l’unico responsabile e rischia una condanna sia civile sia penale per omicidio colposo.


Riteniamo, come tanti del resto, che il ruolo salvavita di questi dispositivi il cui costo è decisamente accessibile – abbia la precedenza su tutto, in special modo in un settore il cui “prodotto” principale è la salute. Ci auguriamo che questa volta sia davvero la volta buona.


Le dettagliate linee guida contenute dal decreto ministeriale circa la dotazione e l’utilizzo dei defibrillatori prevedono, tra le altre cose, la presenza di personale formato e pronto a intervenire (i corsi di formazione sono effettuati dai centri di formazione accreditati dalle singole Regioni), così come che il defibrillatore risulti facilmente accessibile, adeguatamente segnalato e sempre in perfette condizioni di funzionamento.


La società che gestisce l’impianto sportivo è tenuta a dislocare al suo interno cartelli informativi indicanti, in modo chiaro, la collocazione del defibrillatore, così come a stampare opuscoli o creare materiale filmato che informi tutti coloro che lavorano e che frequentano l’impianto circa la presenza e la posizione esatta del defibrillatore. Il gestore ha inoltre l’obbligo di informare il 118 della posizione del defibrillatore e comunicare i nomi delle persone formate al suo utilizzo. Infine, deve essere identificato un referente che si accerti, a intervalli regolari, dello stato del defibrillatore. Le società sportive che convivino nello stesso impianto possono aggregarsi e comprare il defibrillatore insieme, condividendo anche l’investimento sulla formazione. Ovviamente nel momento in cui l’impianto passa in gestione a nuove società il defibrillatore resta di proprietà della struttura. E lo stesso discorso vale per una singola società di gestione che lo acquista: resta di sua proprietà.

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