Groupama-Doxa, la casa del futuro degli italiani è green e tecnologica

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A cura della Redazione
Mercoledì, Maggio 10, 2023
Tecnologica, cybersicura ed ecosostenibile, senza librerie o vasche da bagno ma dotata di un bell'orto. Sono alcune delle principali caratteristiche della casa ideale del futuro secondo l'indagine BVA-Doxa, condotta per la III edizione dell'Osservatorio "Change Lab, Italia 2030" realizzato da Groupama Assicurazioni che ha l'obiettivo di indagare i principali trend che entro il 2030 cambieranno le abitudini di vita degli italiani.

Se durante gli anni del lockdown, l’ambiente domestico era divenuto una “prigione” da cui non poter uscire, oggi la casa è percepita dagli italiani come un luogo polifunzionale dove condividere momenti felici con familiari e amici (per il 73%) e in cui trascorrere il proprio tempo libero (38%); ma rappresenta anche una “garanzia per il futuro”: un’eredità per i figli o un capitale utile in caso di necessità (per il 46%). Ad ogni modo, è un investimento sicuro (35%).

Il crescente legame degli italiani al mattone è confermato anche dai numeri: oggi dichiara di possedere una casa di proprietà il 79% degli intervistati, a cui si aggiunge un ulteriore 15% che prevede di acquistarla in futuro. L’età media di chi ha già comprato una casa è di circa 33 anni e, a sorpresa, gli under 30 tra gli intervistati che ne hanno una sono ben il 38%.

Acquisto reso possibile grazie a un mutuo per quasi la metà del campione (46%); ma c’è anche chi l’ha ereditata (22%) – soprattutto al sud – o chi ha ricevuto un contributo economico dai genitori (14%). E se da un lato, la casa rappresenta una fonte di sicurezza e stabilità, dall’altro si percepisce con forza l’esigenza di sottoscrivere un’assicurazione in grado di tutelare e manutenere in modo adeguato questo bene prezioso (lo pensano 8 italiani su 10).

È questa la fotografia scattata da un’inedita ricerca BVA-Doxa,1 condotta per la III edizione dell’Osservatorio “Change Lab, Italia 2030” realizzato da Groupama Assicurazioni – prima filiale del Gruppo francese Groupama e tra i più importanti player del settore assicurativo in Italia – che ha l’obiettivo di indagare i principali trend che entro il 2030 cambieranno le abitudini di vita degli italiani. Quest’anno la survey ha analizzato il rapporto che lega gli italiani alla propria casa e come questo evolverà nei prossimi 10 anni, con un focus sulle principali paure emerse in relazione alle mura domestiche.

“L’indagine conferma che, dopo il periodo del lockdown, in cui era stata rifugio sicuro dove proteggersi dal rischio di contagio pandemico - afferma Pierre Cordier, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Groupama Assicurazioni -, la casa è tornata ad essere per gli italiani un ambiente da vivere appieno, uno spazio ibrido e multifunzionale. Rispetto al passato, per effetto delle mutate abitudini gli italiani trascorrono più tempo nelle proprie abitazioni, a volte l’intera giornata: lavorano in smart working, si dedicano ai propri hobby, incontrano gli amici, fanno shopping online… e, in ogni circostanza, vogliono sentirsi protetti, perché oggi più che mai avvertono nuovi bisogni di sicurezza, a cui le Compagnie di assicurazione sono chiamate a trovare risposte”.

“L’indagine - spiega anche Diego Thomas, architetto specializzato in interior design - mostra che gli italiani desiderano una casa che dia un senso di benessere, che faccia sorridere ogni volta che se ne varchi la soglia, da soli e in compagnia, anche ‘virtuale’, da techno entusiasti quali sono. Una cornice per la vita che rappresenti chi sono o chi vorrebbero essere. Ed ecco perché l’interior design diventa strumento cognitivo. Spesso i nostri connazionali sognano abitazioni flessibili, trasformabili, cangianti, con spazi fluidi e modificabili all’occorrenza. Insomma, se una volta in cucina si cucinava, in sala da pranzo si mangiava, in camera da letto si dormiva, ora queste rigide distinzioni suonano dispotiche: ad esempio, in cucina oggi si mangia, si lavora al computer, si legge, i figli fanno i compiti, si chiacchiera e molto di più”.

Il tempo libero? Agli italiani piace trascorrerlo a casa

L’indagine Groupama-Doxa presenta un’Italia a due facce: quella di chi lavora fuori casa e quella di chi trascorre in casa molto tempo, perché smartworker o non occupato. Entrambe le categorie sono però accomunate dalla voglia di vivere il tempo libero tra le mura domestiche: oltre alle ore del sonno, infatti, più della metà degli italiani (55%) trascorre tra le 4 e le 6 ore al giorno in casa e sceglie la propria dimora come luogo privilegiato per condividere il tempo con gli affetti e dedicarsi ai propri hobby. Solo il 9% non vi resta per più di 3 ore al giorno (percentuale che sale al 13% fra i giovani); mentre il 36% la vive per più di 6 ore.

Per più di 1 italiano su 2 (53%), la “stanza del cuore” è il salotto/soggiorno: cuore pulsante della casa, è lo spazio dedicato allo svago e alla socialità. Seguono: la cucina per quasi 1 italiano su 4 (37%), e la camera da letto (31%), considerata un vero e proprio tempio del relax.

E se potessero avere una stanza in più, gli italiani come la userebbero? 4 su 10 (39%) la destinerebbero ai propri hobby, confermando la tendenza a voler trascorrere anche il tempo libero tra le mura domestiche; il 26% in particolare la userebbe per fare sport; per 3 su 10 (28%) invece sarebbe bello avere una camera in più per ospitare amici e parenti.

L'identikit della casa del futuro

Come sarà la “casa del futuro”? Quasi la metà degli intervistati (44%) se la immagina con un ampio spazio esterno (giardino, terrazza); ma anche indipendente (27%) e con una grande zona living (26%) e una cucina di notevoli dimensioni (20%), a conferma del grande valore che gli italiani oggi attribuiscono alla socialità da vivere tra le mura domestiche.

Sulla sostenibilità della propria abitazione tra 10 anni, gli intervistati non hanno dubbi: per 6 su 10 dovrà essere ad alta efficienza energetica, come confermano i dati che vedono già oggi i nostri connazionali propensi ad attuare numerosi interventi per rendere le proprie abitazioni più “green”, attraverso: lavori di isolamento termico e acustico (56%), il ricorso a fonti rinnovabili per riscaldamento e illuminazione (56%), o anche l’adozione di dispositivi di domotica ed elettrodomestici a basso consumo (35%).

Orto sì, libreria no

Immaginando la propria casa tra 10 anni, i più giovani di 18-34 anni sognano uno spazio verde per fare l’orto (39%) e più di 1 italiano su 10 (13%) sarebbe propenso ad ammobiliare la propria abitazione con arredi ecosostenibili in bambù, legno, vetro e cartone o desidererebbe disporre di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici sul piano strada (14%).

Amici dell’ambiente, ma nemici dello spreco. Nella casa del futuro, per quasi 4 italiani su 10 (35%) sparirà la vasca da bagno, per contenere i consumi idrici; percentuale che sale al 42% tra i più giovani, che dimostrano di avere una attitudine “green” ancora più marcata. Per il 13% degli intervistati, inoltre, a scomparire nei prossimi 10 anni potrebbe essere anche la libreria, dal momento che in futuro leggeremo sempre più su supporti digitali.

L’indagine mostra, infine, trend interessanti legati al fenomeno crescente della sharing economy: anche se solo in minima percentuale (8%), gli italiani immaginano un futuro in cui la casa non avrà più un garage, perché spariranno le auto di proprietà; così come un 6% ritiene di non aver bisogno di una cucina, perché mangerà sempre fuori casa, favorendo la crescita di ristoranti e dehors.

Sicurezza prima di tutto

In futuro, gli italiani potrebbero scegliere di cambiare il contesto in cui vivere. Se da una parte il 33% preferirebbe rimanere in un contesto urbano, cresce la percentuale di chi, d’altro canto, vorrebbe esplorare nuove soluzioni, come il mare (31%) – scelto soprattutto nelle fasce di età 35-54 e 55-74; la campagna (21%) – preferita, a sorpresa, dai giovani tra i 18 e i 34 anni; oppure la montagna (9%).

A prescindere dal contesto, però, quando si parla di casa, la totalità del campione si mostra molto previdente e attenta agli aspetti relativi alla sicurezza, anche perché negli ultimi anni – complice l’aumento di fenomeni climatici avversi (come frane, inondazioni, etc…) – è cresciuta la consapevolezza dei rischi legati alla natura, che potrebbero compromettere l’abitabilità delle proprie case. Ed infatti, nella “top 3” delle principali paure degli italiani legate alla casa, troviamo proprio le calamità naturali (per il 37% degli intervistati); di poco precedute da spese impreviste (per lavori condominiali, rifacimento facciata o ristrutturazioni importanti) che preoccupano 1 italiano su 2; e dal pericolo di furti: 4 su 10 (43%) temono, infatti, di vedere la propria casa svaligiata dai ladri. Seguono, con poco distacco, i problemi idraulici ed elettrici (35%). E questo spiega perché, tra le tipologie di polizze assicurative più diffuse ci sono la multirischio, la scoppio e incendio e la polizza danni a tutela di famiglia e terzi, scelte rispettivamente dal 21%, 20% e 18% degli intervistati.

Nei prossimi 10 anni, gli italiani inoltre prevedono di acquistare in media 3,8 dispositivi digitali in più, a testimonianza della volontà di rendere le proprie case sempre più tecnologiche e connesse. Tuttavia, ancora oggi c’è una scarsa percezione dell’importanza della cybersecurity tra le mura domestiche: il 45% degli intervistati dichiara di non conoscere affatto questa tipologia di rischio e di non aver contezza del tema, a cui si aggiunge anche un 35% che pensa di non doversi preoccupare di fronte a questi tipo di minacce. Eppure, parliamo di un campione fortemente attento alla sicurezza, soprattutto quando si parla di dispositivi “tradizionali”: il 38% ha dotato le proprie abitazioni di luci di emergenza, in caso di blackout; il 22% ha dispositivi antiscivolo nella doccia e per le scale; il 20% copri prese elettriche; a cui si aggiunge un 18% che ha installato rilevatori di fughe di gas e un 13% che ha anche un estintore in casa.

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