I certificati medici per le attività sportive non agonistiche

Stetoscopio
Autore: 
Guido Martinelli
Martedì, Giugno 14, 2016
La recente circolare del CONI sulla certificazione sanitaria per l’attività non agonistica in collegamento al tesseramento alle rispettive Federazioni o enti di promozione sportiva merita alcune riflessioni

Uno dei temi più discussi nei centri sportivi è l’obbligatorietà o meno di richiedere il certificato medico agli iscritti che partecipano all’attività del centro. In questi ultimi mesi la confusione è stata massima, fondata su sottili distinguo tra il concetto di attività sportiva non agonistica (con conseguente obbligo di certificato) da quella ludico-motoria che, inizialmente ricompresa tra quelle soggette, ai sensi di quanto previsto dall’art. 2 del decreto ministeriale 24 aprile 2013, c.d. decreto Balduzzi, ne era stata poi esclusa dalla abrogazione.

Da due lunghi anni si stava appunto disquisendo su quale fosse il confine tra l’una e l’altra attività. Il problema si poneva per la circostanza che, “anche” ai fini fiscali, ma non solo, i nostri centri provvedevano a tesserare gli iscritti alla rispettiva Federazione o ente di promozione sportiva, così definendoli, di diritto, svolgenti attività sportiva non agonistica, come tali soggetti a certificato. Ciò, in quanto, come confermato anche dal Ministero della Salute con propria circolare del 16.06.2015, il tesseramento faceva “scattare” immediatamente l’obbligo del certificato.

Su sollecitazione proveniente anche da molti assessorati regionali alla Sanità (tra i quali si è contraddistinto quello della Regione Emilia Romagna) che ritenevano “inutile” sotto il profilo sanitario questo proliferare di certificati, ci si è chiesti se il CONI potesse fissare dei parametri per “rompere” il sillogismo tra tesseramento federale e certificazione sanitario.

 

La circolare del CONI

 

Preannunciata da due precedenti pronunciamenti del Ministero della Salute, il CONI ha diramato, lo scorso 10 giugno, una circolare sul tema della certificazione sanitaria per l’attività non agonistica in collegamento al tesseramento alle rispettive Federazioni o enti di promozione sportiva.

La circolare incide proprio sul collegamento tra il tesseramento e la conseguente pratica sportiva non agonistica. Innanzitutto introducendo una categoria di tesserati “che svolgono attività sportive che non comportano impegno fisico” che “non sono tenuti all’obbligo di certificazione sanitaria ma si raccomanda, in ogni caso, un controllo medico prima dell’avvio della attività sportiva”. Siamo sempre nell’ambito dell’attività non agonistica. Pertanto, anche nelle discipline sotto elencate comunque sarà necessario il certificato medico attestante l’idoneità specifica alla pratica della disciplina sportiva nel caso di partecipazione ad attività considerate come agonistiche dalla federazione di appartenenza. L’elencazione delle discipline esonerate dalla certificazione per le attività non agonistiche sono le seguenti: “Sport di tiro, biliardo sportivo, bocce (ad eccezione della specialità volo di tiro veloce), bowling, bridge, dama, giochi e sport tradizionali, golf, pesca sportiva di superficie, scacchi, curling e stock sport.

L’elencazione, però, non appare tassativa in quanto si specifica in termini generali che sono da ricomprendersi tra le attività esonerate quelle: “facenti capo alle Federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva il cui impegno fisico sia evidentemente minimo”.

 

Il numero 151 della rivista Il Nuovo Club contiene la versione integrale del commento a questa circolare dell’avvocato Martinelli.

 

Scarica la circolare del CONI in formato PDF

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