Il mondo del fitness prima e dopo la pandemia

Mappamondo
Autore: 
a cura di Davide Venturi
Lunedì, Settembre 7, 2020
L’Edizione 2020 dell’IHRSA Global Report fotografa il mercato del fitness a livello globale prima dell’esplosione dell’emergenza e fornisce interessanti approfondimenti sulla sua gestione e i suoi effetti.

Alla fine di giugno, l’IHRSA ha presentato l’edizione 2020 del Global Report, il resoconto dello studio con il quale, ogni anno, fotografa il mercato del fitness a livello mondiale, fornendo dati e tendenze delle varie aree geografiche. Uno spaccato del quadro generale che aiuta gli operatori a orientare le proprie scelte facendo affidamento su una conoscenza più approfondita di un mondo del fitness in continua evoluzione.

Il rapporto contiene i dati inerenti le entrate, il numero di club, di iscritti e il tasso di penetrazione di circa 70 mercati del mondo, riflessioni di esperti del settore e di diversi operatori d’eccellenza, una sintesi degli effetti iniziali della pandemia sul settore e molto altro ancora.

I dati rilevati dall’indagine – riguardante il 2019, dunque prima che esplodesse la pandemia coronavirus – mostrano un settore capace di stabilire nuovi record, di generare, a livello globale, un giro d’affari pari a 96,7 miliardi di dollari, alimentato da 184 milioni di iscritti ai 210.000 club. «L’IHRSA Global Report – ha commentato Jay Ablondi, responsabile dello sviluppo mondiale dei prodotti IHRSA – restituisce l’immagine di club che, prima dell’emergenza sanitaria COVID-19, a livello planetario prosperavano. I buoni risultati economici conseguiti sono la dimostrazione del ruolo sempre più importante che centri fitness e studi giocano nell’influenzare le persone a svolgere regolarmente esercizio fisico e vivere vite più sane. Il 2020 sarà un anno impegnativo, ma a livello mondiale il settore continuerà a recuperare terreno: i club hanno incominciato a riaprire e nei prossimi anni avranno successo».

I dieci maggiori mercati del mondo detengono quasi i tre quarti degli iscritti (73%), approssimativamente i due terzi dei club (64%) e generano il 73% degli introiti complessivi. Il primo mercato a livello globale è quello statunitense, per numero di iscritti ( 64,2 milioni) e di club (41.370), nonché per ricavi (35 miliardi di dollari). A secondo posto si collocano la Germania, per numero di iscritti (11,7 milioni), e il Brasile, per numero di club (29.525). Germania e Regno Unito condividono la seconda piazza della graduatoria mondiale per ricavi (6,2 miliardi di dollari).

I 63.644 club presenti in Europa nel 2019 erano frequentati da 64,8 milioni di iscritti, generando ricavi complessivi pari a 31,5 miliardi di dollari. Germania e Regno Unito hanno confermato di essere i due maggiori mercati del Vecchio Continente, occupando rispettivamente il primo e il secondo posto nella graduatoria stilata per numero di club e di iscritti. Nel 2019, i 9.669 club tedeschi erano frequentati da 11,7 milioni di soci, mentre quelli nel Regno Unito da 10,4 milioni. L’Italia, con 7.760 club, ha confermato di essere il secondo mercato europeo per numero di operatori, come mostrato dall’edizione 2020 di The European Health & Fitness Market Report di EuropeActive e Deloitte.

Nella graduatoria stilata in base al tasso di penetrazione, i mercati di Germania e Regno Unito occupano, rispettivamente, solo il settimo e il sesto posto, con il 15,6% e il 14%, mentre Svezia e Norvegia, entrambe con un tasso di penetrazione pari al 22%, sono in testa. Stando ai dati e alle informazioni diffusi da The European Health & Fitness Market Report, l’Europa del fitness ha grandi potenzialità di crescita considerando non solo i solidi mercati dei paesi occidentali, ma anche quelle, molto ampie, dei paesi dell’Est. Il tasso di penetrazione medio europeo nel 2019 ha raggiunto l’8,1% (7,8% nel 2018) e in molti mercati, tra i quali quelli di alcuni paesi membri dell’Unione Europea, questo valore è molto più basso. Il tasso di penetrazione medio calcolato aggregando i tassi nazionali di Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svizzera e Turchia è pari ad appena il 2,9%, evidenziando margini di crescita davvero considerevoli.

 

Ti è piaciuto questo articolo? È un piccolo estratto dell'articolo pubblicato nel n. 176 della rivista Il Nuovo Club.

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