Longevity: un mercato in crescita con grandi margini di sviluppo

Senior in forma
Autore: 
A cura della Redazione
Lunedì, Ottobre 30, 2023
La nascente industria dell’anti-invecchiamento entro il 2025 varrà 610 miliardi di dollari e ha davanti a sé inimmaginabili margini di crescita e sviluppo.

Da tempo si parla della possibilità di estendere la durata della vita umana fino a 120 anni. Ma la vera sfida da raccogliere non è tanto vivere il più a lungo possibile per trascorrere gli ultimi decenni in condizioni critiche, magari con una mobilità ridotta che penalizza o addirittura azzera l’autonomia, affetti da demenza, malattie cardiache, degenerazione maculare e altre patologie croniche. La sfida da raccogliere è allungare il lasso di vita sana, in cui si è efficienti e autonomi, ci si sente bene e, di conseguenza, si assaporare giorno dopo giorno il piacere di vivere. In due parole, invecchiare bene.

Si basa su questi presupposti il concetto di “longevity”, ovvero longevità intesa come estensione della vita sana, come capacità di contenere il più possibile gli effetti negativi dell’invecchiamento.

L’emergente mercato dell’anti-invecchiamento è in costante crescita a livello mondiale e si stima che entro il 2025 il suo valore raggiungerà i 610 miliardi di dollari. Una vera e propria industria fondata sulla capacità di comprendere in profondità le cause delle malattie, delle lesioni e delle disabilità associate all’avanzare dell’età per rallentare il più possibile questo processo degenerativo, riducendone drasticamente gli effetti negativi sullo stato di salute e benessere.

L’invecchiamento, come noto, porta con sé il rischio di ammalarsi di Alzheimer, patologia neurodegenerativa che colpisce circa 50 milioni di persone in tutto il mondo. E una volta superati gli 80 anni, aumentano notevolmente i rischi di ammalarsi di cancro. E lo stesso vale per Parkinson, patologie cardiache, fragilità muscolare, artrite, fibrosi tissutale, diabete di tipo 2, obesità e molte altre condizioni patologiche che si manifestano con l’avanzare dell’età. «Queste malattie – ha detto José Viña, medico e professore di psicologia all’Università di Valencia, nonché ricercatore che studia il rapporto tra invecchiamento ed esercizio fisico – possono e devono essere prevenute e, naturalmente, ritardate».

Grazie ai miliardi di dollari elargiti sotto forma di capitale di rischio, dall’industria farmaceutica, da organizzazioni senza scopo di lucro e da magnati – tra i quali figurano, solo per citarne alcuni, Jeff Bezos (Amazon), Sam Altman (ChatGPT), Larry Page (Google) o Peter Thiel (PayPal) – la ricerca biotecnologica sull'invecchiamento e sulla longevità sta vivendo un'età dell'oro. Questi uomini ricchissimi stanno inoltre finanziando, un po’ sottotraccia, start-up biotech impegnate nella ricerca sulla riprogrammazione cellulare finalizzata al ripristino della salute affinché le persone possano vivere una vita più lunga e più sana. Un fenomeno da tenere in debita considerazione, anche dal settore dei fitness-wellness club che potrebbero giocare un ruolo importante in questo giovanissimo mercato dalle gigantesche potenzialità di sviluppo.

 

 

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