OMS: le nuove linee guida su attività fisica e sedentarietà

Donna con manubri
Martedì, Dicembre 15, 2020
Le nuove raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità intendono ridurre del 15% l’inattività fisica entro il 2030 e invitano tutti, a prescindere da età e condizioni fisiche, a muoversi regolarmente.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha presentato, lo scorso 25 novembre, le nuove linee guida relative ad attività fisica e sedentarietà. Con queste nuove raccomandazioni aggiorna e sostituisce quelle precedenti, risalenti al 2010, fornendo nuove e utili indicazioni a persone tutte le età e abilità, tra le quali figurano consigli specifici rivolti alle donne in gravidanza e alle neo mamme, così come a persone che convivono con condizioni croniche o disabilità.

Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS, ha detto che «essere fisicamente attivi è fondamentale per la salute e il benessere e può aiutare ad aggiungere anni alla vita e vita agli anni. Ogni passo conta, soprattutto ora che dobbiamo affrontare i vincoli imposti dalla pandemia coronavirus. Tutti dobbiamo muoverci tutti i giorni, in modo sicuro e creativo». Ha dunque ribadito, a nome della più importante istituzione internazionale dedicata alla salute, che qualsiasi tipologia di attività fisica è benefica e può essere svolta non solo attraverso lo sport o il tempo libero, ma anche nell’ambito del lavoro, degli spostamenti (effettuandoli il più possibile camminando o in bicicletta) e delle attività domestiche quotidiane, come il giardinaggio e le pulizie.

Ruediger Krech, direttore della Health Promotion Unit dell’OMS, ha spiegato che «l’attività fisica di qualsiasi tipo e qualsiasi durata può migliorare la salute e il benessere e più se ne fa e meglio è. E chi passa molto tempo seduto, al lavoro e a scuola, dovrebbe fare più attività fisica per contrastare gli effetti dannosi del comportamento sedentario».

Le statistiche dell’OMS evidenziano che 1 adulto su 4 e 4 adolescenti su 5 non fanno abbastanza attività fisica e, a livello globale, questo elevato tasso di sedentarietà ha un costo esorbitante: 54 miliardi di dollari spesi ogni anno in assistenza sanitaria diretta, ai quali si aggiungono altri 14 miliardi in perdita di produttività. Inoltre, se la popolazione mondiale fosse fisicamente più attiva, si eviterebbero, ogni anno, fino a 5 milioni di decessi.

Le nuove linee-guida dell’OMS raccomandano a tutti gli adulti (compresi i soggetti affetti da patoogie croniche o disabilità) almeno 150-300 minuti di attività aerobica (da moderata a intensa) alla settimana e ai bambini e agli adolescenti una media di 60 minuti al giorno. Le persone di età pari o superiore ai 65 anni dovrebbero includere nella propria quotidianità anche attività che migliorano l’equilibrio, la coordinazione motoria e, ovviamente, il rafforzamento muscolare, in modo da ridurre il rischio di cadute accidentali. E a tutto questo va aggiunto che la regolare attività motoria riduce sensibilmente anche i sintomi di depressione e ansia, contrastando al tempo stesso il declino cognitivo e migliorando la memoria e la salute del cervello.

Fiona Bull, responsabile della Physical Activity Unit che ha guidato lo sviluppo delle nuove linee guida dell’OMS, ha precisato che «queste nuove linee-guida evidenziano quanto sia importante essere attivi per i nostri cuori, corpi e menti e come i risultati favorevoli giovino a tutti, di tutte le età e abilità». Dunque, l’Organizzazione Mondiale della Sanità incoraggia tutti i paesi ad adottare queste misure globali per sviluppare politiche sanitarie nazionali a sostegno del piano d’azione mondiale dedicato all’attività fisica e relativo al periodo 2018-2030. Questo piano, concordato dai leader sanitari globali nel corso della 71a Assemblea mondiale della sanità tenutasi nel 2018 a Ginevra, ha un obiettivo chiaro: ridurre l’inattività fisica del 15% entro il 2030.

 

Il prossimo numero della rivista Il Nuovo Club, in uscita a inizio febbraio, conterrà un approfondito resoconto delle nuove linee-guida dell’OMS.

 

 

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