Personal training sotto la lente

Personal Trainer
Autore: 
Redazione
Martedì, Febbraio 2, 2016
L’edizione 2015 dell’IHRSA Health Club Consumer Report, che analizza il mercato statunitense dei fitness club dal punto di vista dei soci, fornisce dati e informazioni interessanti anche sul servizio di personal training

L’edizione 2015 dell’IHRSA Health Club Consumer Report presenta un’approfondita analisi del mercato statunitense dei fitness/wellness club dal punto di vista dei soci. Un’interessante finestra, in chiave bench marking, sul mercato più maturo a livello mondiale i cui trend, in genere, influenzano lo scenario europeo, Italia compresa.

Tra i vari ambiti indagati dall’annuale sondaggio c’è anche il servizio di personal training, divenuto la seconda più importante fonte di fatturato per il settore negli Stati Uniti. Per molti club è infatti oggi un fattore strategico irrinunciabile in quanto favorisce le vendite sostenendo il fatturato. Dallo studio emerge che, nel 2014 negli States, il 15% dei soci di club e il 15,4% dei non iscritti hanno acquistato almeno una sessione di personal training, facendo registrare un incremento dell’11% rispetto al 2013. Il prezzo mediamente pagato per una singola sessione è stato di 59 dollari, un valore pressoché identico a quello del 2013, ma di dieci dollari superiore rispetto al 2012. Da sottolineare, inoltre, che la tipologia di club può avere un’influenza decisiva sul successo di questo servizio: nei fitness studio la percentuale di quanti hanno acquistato almeno una sessione nel corso del 2014 ha raggiunto il 57%

Complessivamente le donne hanno fatto ricorso al servizio di personal training più spesso degli uomini (in media, 32 sessioni contro 20 nell’arco del 2014). E sempre le donne hanno fatto registrato una probabilità quasi doppia, rispetto all’altro sesso, di rientrare nella categoria dei cosiddetti “super consumatori”, ovvero coloro che si avvalgono della supervisione di un personal trainer almeno 50 volte in un anno.

Anche età e reddito hanno condizionato le scelte in questo ambito: i bambini dai 6 ai 12 anni e gli adulti dai 25 ai 34 anni sono le due fasce d’età che hanno fatto maggiormente ricorso al personal training (20% del totale in entrambi i casi). E non è sorprendente scoprire che questo servizio è stato scelto soprattutto dai più abbienti: il 7% dei soci con un guadagno superiore ai 100mila dollari annui ne ha usufruito, ovvero più del doppio delle altre fasce di reddito prese in considerazione.

In generale, emerge che il settore fitness, negli Stati Uniti, sta facendo un buon lavoro nell’indirizzare i consumatori verso il personal training: nel 2014 il tasso di conversione (che indica la percentuale di soci che effettuano un acquisto addizionale dopo il primo) è stato del 15%, con una percentuale di “super consumatori” pari al 2,2%. Viene spontaneo chiedersi perché sinora non si sia riusciti a superare questa soglia e le risposte possono essere molteplici, dalla discrepanza fra attese e risultati alla percezione di un costo troppo elevato rispetto a quanto ottenuto. Resta comunque il fatto che il potenziale di crescita di questo servizio (e del relativo fatturato) è ancora notevole.

 

Il numero 149 della rivista Il Nuovo Club contiene un’approfondita sintesi dell’edizione 2015 dell’IHRSA Health Club Consumer Report

 

 

 


 

 

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