Pnrr: 700 milioni per sport e inclusione sociale

Bambini su campo di calcio
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A cura della Redazione
Lunedì, Marzo 7, 2022
Valentina Vezzali ha ricordato che il “Piano nazionale di ripresa e resilienza” prevede, per lo sport, la realizzazione di più impianti sportivi e la creazione o la rigenerazione di impianti esistenti delle Federazioni Sportive.

Nel corso di un'audizione in Commissione Cultura, alla Camera, sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio con delega per lo sport, Valentina Vezzali, ha ricordato che «il programma 'Sport e inclusione sociale' del Pnrr, per il quale sono stati stanziati 700 milioni di euro, si baserà su tre cluster di intervento. Il primo, e più rilevante, prevede la realizzazione di più impianti sportivi, cui sono destinate almeno il 50% delle risorse stanziate dalla Commissione, per un totale quindi di almeno 350 milioni di euro. Il secondo cluster include invece la rigenerazione di impianti esistenti, cui sono assegnati 188 milioni di euro.  Il terzo riguarda, infine, la creazione o la rigenerazione di impianti esistenti delle Federazioni Sportive».

I primi due interventi saranno destinati ai Comuni capoluoghi di provincia e di Regione, con popolazione residente superiore ai 20.000 abitanti, e ai Comuni con una popolazione residente superiore ai 50.000 abitanti. «Per il terzo cluster – ha chiarito Vezzali –, le risorse, pari a 162 milioni di euro, verranno destinate agli interventi proposti dai Comuni che dimostreranno la sussistenza di un particolare interesse da parte di una o più Federazioni Sportive».
La Sottosegretaria ha aggiunto che «lo sport è uno strumento di cittadinanza, di costruzione ed esplorazione di spazi pubblici, ma anche un ponte tra culture diverse, che collega giovani e luoghi. Lo sport è in grado di rimuovere tutte le barriere sociali e culturali, è uno strumento di emancipazione femminile e di giustizia sociale». Ha poi ricordato che «circa il 10% degli impianti sportivi pubblici è attualmente in disuso» e che «solo poco più del 20% degli impianti sportivi pubblici è costituito da impianti natatori e impianti polivalenti, in grado di ospitare 3 o più discipline. Impianti che per loro natura sono i più idonei alla più ampia diffusione della pratica sportiva in tutte le fasce della popolazione». Ha inoltre chiarito l'utilizzo dei fondi del Pnrr destinati allo sport è sottoposto a dei vincoli, come la realizzazione di almeno 100 nuovi impianti entro il 2026. «L'Unione europea – ha sottolineato –  impone il vincolo del 50% per nuovi impianti e il 40% al Sud».


 

 

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