Tutta colpa d'Alfredo!

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L'indoor cycling in Italia, intervista a uno dei protagonisti assoluti di una disciplina dalle grandi potenzialità. La parola ad Alfredo Venturi

di davide venturi

Per comprendere com’è recentemente cambiato e come potrebbe evolversi in futuro l’indoor cycling in Italia, abbiamo intervistato uno dei protagonisti assoluti di una disciplina intramontabile e dalle grandi potenzialità. La parola ad Alfredo Venturi

A due anni dalla nascita dell’Indoor Cycling and Fitness Federation (ICYFF) abbiamo incontrato il presidente e fondatore Alfredo Venturi (al centro nella foto a fianco), icona vivente dell’indoor cycling in Italia, uno dei protagonisti assoluti del successo straordinario che questa disciplina ha ottenuto nel nostro Paese a partire dalla metà degli anni Novanta.

Gli abbiamo fatto qualche domanda per capire – anche alla luce della collaborazione con Technogym, partner tecnico ufficiale della ICYFF – come si è evoluta e come si evolverà una disciplina che ha rappresentato un fenomeno di massa senza eguali in altre nazioni.

Com’è cambiato l’indoor cycling negli ultimi anni?

Due anni fa abbiamo presentato, insieme a Technogym, quella che intende esserel’evoluzione dell’indoor cycling, un vero e proprio progetto ideato per ridare slancio a questa affascinante e intramontabile disciplina. Lo abbiamo fatto ripartendo da un nuovo attrezzo bello e performante, da nuovi programmi d’allenamento, dalla ridefinizione dell’attività formativa rivolta agli istruttori e, soprattutto, da un approccio innovativo il cui obiettivo è coinvolgere e contagiare positivamente il maggior numero possibile di persone puntando sulla semplicità. E i primi incoraggianti risultati non si sono fatti attendere: a Rimini, nelle ultime due edizioni, si sono rivisti i grandi numeri ai quali eravamo abituati in passato.

Quali sono le principali novità rispetto al passato?

Oggi, per avere successo, bisogna vendere non solo prodotti, bensì soluzioni complete. E questa filosofia  vale anche per il group cycling: oltre a bike, di elevata qualità, proponiamo infatti programmi completi e l’indispensabile formazione che consente agli istruttori di gestire con successo un’attività che continua a essere popolare, proponendosi ai club come un referente affidabile su cui contare. 

Il Group Cycling è oggi una disciplina che utilizza un attrezzo più evoluto e propone programmi altrettanto evoluti, in grado di attrarre un ventaglio più ampio di utenti.  Utilizza inoltre supporti audio-visivi, diventando un’interessante alternativa alla classica attività cardiovascolare svolta nel club, uscendo dai confini della tradizionale lezione di gruppo. Il socio può infatti salire in sella, infilarsi le cuffie e svolgere, in assoluta autonomia, un allenamento Videoride che, proponendo un’esperienza coinvolgente e appassionante, rappresenta un innovativo approccio al cardiofitness.

Abbiamo inoltre voluto coniugare il group cycling ad altre attività svolte nel club, ideando varie soluzioni che prevedono, ad esempio, l’integrazione con l’allenamento isotonico svolto con gli attrezzi Easyline, con il fitness metabolico e  con quello funzionale. La soluzione Fusion, per fare un altro esempio, prevede invece la combinazione con lo stretching. Per soddisfare esigenze e desideri diversi, abbiamo ideato diverse tipologie d’allenamento tra le quali figura il programma specificamente configurato per favorire il dimagrimento che può essere svolto anche con l’ausilio di una apposita crema che facilita lo smaltimento dei depositi adiposi sul ventre.

Grazie alla collaborazione con Polar, abbiamo invece ideato lezioni che prevedono l’utilizzo del cardiofrequenzimetro per consentire all’istruttore di monitorare la frequenza cardiaca del gruppo e del singolo partecipante, riuscendo in questo modo a personalizzare l’esercizio e massimizzarne l’efficacia.

Alle varie declinazioni del group cycling corrisponde un relativo ridimensionamento della figura dell’istruttore poiché l’ipertecnicismo non è più richiesto. Il comune denominare di oggi è infatti una semplicità che deve tradursi in accessibilità.

Attuate iniziative per favorire la crescita numerica dei praticanti e allargare la base del movimento?

Organizziamo eventi e manifestazioni itineranti per promuovere l’attività sul territorio nazionale. L’evento recentemente svoltosi all’interno del palazzo dello sport di Bolzano, solo per fare un esempio, ha ottenuto un grande successo: durante tutte le 8 ore di lezione c’erano sempre circa 500 persone che pedalavano.

Non sono stupito da numeri di questo tipo perché sono convinto che ancora oggi il group cycling resti l’attività più aggregante, capace di creare gruppi coesi composti da persone che condividono il piacere di mantenersi in forma, socializzare e divertirsi. L’atmosfera, resa suggestiva dall’utilizzo delle luci e di sottofondi musicali coinvolgenti, continua a essere un elemento fondamentale, costitutivo di questa avvincente espressione del fitness.

Per conquistare nuovi target e far crescere il numero di appassionati bisogna, come ho già detto, puntare sulla semplicità, consentendo a chiunque di avvicinarsi a questa attività, evitando gli eccessi di ogni tipo. Ovviamente lo zoccolo duro composto dagli appassionati tecnicamente più avanzati continua ad avere un valore importante, rappresenta un punto di riferimento, un esempio che può contribuire al re-innesco del passaparola, del contagio. Negli ultimi anni è avvenuto un ricambio generazionale dei praticanti che ha ridimensionato il numero di “fanatici”, allargando le basi di una disciplina che, se proposta nel modo giusto, può conquistare davvero tutti.

Progetti per il futuro?

Il nostro progetto, grazie all’appoggio di un’azienda che crede in questa disciplina, prevede l’esportazione del group cycling made in Italy. Intendiamo proporre quello che, a nostro avviso, ha tutte le carte in regola per diventare un modello in ambito internazionale. Intendiamo esportare un pacchetto completo e per farlo abbiamo già strutturato la formazione dei trainer su scala internazionale. Abbiamo recentemente siglato un interessante contratto in un mercato gigantesco come quello cinese. Un segnale sicuramente incoraggiante.

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