Una legge per il futuro dello sport dilettantistico

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Mercoledì, Maggio 27, 2015
Il convegno nazionale di ANIF-Eurowellness, svoltosi lo scorso 20 febbraio alla Fiera di Bologna in occasione della sedicesima edizione di ForumClub, è stata l’occasione per fare il punto della situazione circa il progetto di legge sullo sport dilettantistico al quale l’ente lavora da un anno

Nell’ambito della sedicesima edizione di ForumClub, il congresso internazionale ed expo svoltosi alla Fiera di Bologna dal 19 al 21 febbraio scorso in concomitanza con ForumPiscine, ANIF-Eurowellnes ha fatto il punto della situazione sul progetto di legge inerente lo sport dilettantistico al quale sta lavorando con impegno da un anno.

Il Presidente ANIF, Giampaolo Duregon, ha chiarito che il progetto è incentrato sull’istituzione di un nuovo tipo di società sportiva che per l’alto valore sociale, didattico, salutistico e sportivo godrebbe di alcune importanti incentivazioni fiscali e tributarie, di livello inferiore a quelle riconosciute per legge alle attuali Associazioni/Società Sportive Dilettantistiche (AS/SSD), ma senza il vincolo relativo alla indivisibilità degli utili. Duregon ha sottolineato che l’obiettivo sostanziale della Legge è eliminare l’incerto confine esistente tra “profit” e “no profit” che ha finora lasciato spazio a svariate operazioni di verifica da parte degli organi di controllo amministrativi che si sono tradotte in pesanti sanzioni.

Al termine del suo intervento, seguito da oltre 150 titolari e gestori di fitness club e centri sportivi, ha preso la parola all’avvocato Alberto Succi, esperto di diritto sportivo e societario e redattore della bozza di riforma. Ha illustrato l’ampio articolato della Legge, soffermandosi sui suoi cardini, rappresentati: dall’Iva relativa ai proventi derivanti dalle attività istituzionali che passerebbe dallo zero al 4%; dalla contribuzione previdenziale sulle collaborazioni, che passerebbe dallo zero al 10% per importi superiori ai 10mila euro annui; dalla tassazione che passerebbe dallo zero al 50% dell’imponibile; infine dall’IMU che rimarrebbe esente per i locali nei quali si svolge attività istituzionale, facendo astrazione, però, dal soggetto giuridico che li gestisce (proprietario, in comodato d’uso, affittuario, ecc.).

Succi ha inoltre chiarito che tale impianto legislativo si pone anche l’obiettivo di sciogliere tutti i nodi ancora esistenti sul piano interpretativo delle non poche leggi cui fa riferimento l’attuale complesso quadro normativo del settore.

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