La fantastica storia di Sir Richard Branson – prima parte

Richard Branson
Autore: 
Davide Venturi
Giovedì, Marzo 10, 2016
Richard Branson, il creatore del colosso Virgin, marchio che identifica diverse aziende tra le quali la nota catena di fitness club Virgin Active, in occasione dell’ultima edizione del World Business Forum ha raccontato la sua straordinaria storia, svelando alcuni ingredienti fondamentali del suo successo

Richard Branson, il creatore del marchio Virgin, è un imprenditore visionario che, uscendo dagli schemi, sfidando colossi altezzosi, inseguendo grandi sogni e, soprattutto, facendo “a modo suo”, ha costruito un impero da 8 miliardi di dollari (290 aziende e 50.000 dipendenti, in tutto il mondo). Ha realizzato questa straordinaria impresa operando in diversi settori, molti dei quali completamente diversi tra loro: discografia, trasporto aereo e ferroviario, sanità, fitness (con il marchio Virgin Active), finanza, comunicazioni mobili, radio, industria alberghiera, festival, editoria e persino viaggi in mongolfiera e nello spazio.

Tutto è incominciato nel 1970, quando fondò Virgin, società specializzata nella vendita di dischi musicali per corrispondenza. Oggi il sorprendente Branson è noto non solo come imprenditore, ma anche per le sue imprese sportive, in particolare per la traversata record dell’Atlantico, compiuta nel 1986 sul Virgin Atlantic Challenger II, e per la prima traversata dell’Atlantico (1987) e del Pacifico (1991) in mongolfiera. Nel 1999 è stato insignito del titolo di baronetto per i suoi meriti imprenditoriali e nel 2014 è stato eletto il business leader britannico più ammirato degli ultimi cinquant’anni.

La sua testimonianza

Lo scorso novembre è salito sul palco dell’edizione italiana del World Business Forum, congresso di riferimento per il mondo dell’imprenditoria e del management a livello internazionale, per raccontare la sua straordinaria storia e svelare alcuni ingredienti fondamentali del suo successo. La redazione de Il Nuovo Club/Fitness Trend era presente per raccogliere anche questa testimonianza da raccontare.

Nel corso del suo intervento, svoltisi sotto forma di intervista curata da un giornalista, ha ripercorso la sua vita, imprenditoriale e non solo, fatta di creazione, rottura e, soprattutto, coronamento dei propri sogni, compreso quello di cambiare positivamente il mondo. Oggi dedica la maggior parte del suo tempo alla fondazione Virgin Unite che si occupa di gravi questioni sociali e ambientali con un obiettivo preciso: trasformare il business in una forza benefica, a vantaggio di tutti. La fondazione The B Team, sempre creata da Virgin, intende catalizzare un movimento di imprenditori leader per ideare un modo migliore di fare impresa, finalizzato al benessere delle persone e del pianeta. Sono tante le cause sposate da Branson che, da vero leader, sa ascoltare e imparare da altre persone, compreso Nelson Mandela che ha avuto il privilegio di incontrare.

Molte cose che sta facendo non hanno nulla a che fare con il business, come ad esempio il suo impegno affinché la droga venga gestita per ciò che è realmente: un problema di salute, non di legalità.  Si occupa inoltre di diritti umani, pace, opportunità di business in contesti sfavoriti, carburanti rinnovabili e altre questioni che dovrebbero stare a cuore a tutti.

 

Guarda uno stralcio dell’intervista a Richard Branson

Il business, come la vita, è divertimento

Sir Branson ha chiarito che i business che ha creato sono nati da idee che ha cercato di sviluppare senza lasciare nessuno indietro, confessando al tempo stesso che tutto ciò che fa lo fa divertendosi perché ritiene che la vita – e il lavoro e l’imprenditoria ne costituiscono una parte importante – dovrebbe essere divertimento. Grazie a questa visione – che applica innanzitutto alla propria vita praticando tanti sport e regalandosi emozioni e divertimenti anche estremi – chi lavora alla Virgin lo fa con piacere, divertendosi, sapendo di poter armonizzare la sfera privata con quella professionale. Tutto ciò crea un ambiente lavorativo positivo, popolato di persone motivate e allegre che rendono di più. La flessibilità, secondo l’imprenditore britannico, paga in quanto fidelizza dipendenti e collaboratori che, a suo avviso, non possono essere trattati come numeri.

È inoltre convinto che un clima disteso, in qualsiasi contesto lavorativo, rappresenti un importante valore aggiunto che migliora le prestazioni e la produttività. Non a caso nelle aziende Virgin si svolgono numerose feste ed è stato abolito l’obbligo di indossare la cravatta. Branson ritiene che vestendosi in modo da sentirsi a proprio agio sia più facile migliorare le proprie prestazioni. E mentre lo diceva si è alzato, ha estratto un paio di forbici dalla sua tasca e ha tagliato la cravatta all’elegante giornalista che aveva di fronte, sorprendendo la platea di imprenditori e manager che hanno reagito con un applauso divertito e al tempo stesso liberatorio. Ha quindi aggiunto che i veri imprenditori creano altri imprenditori, sono creativi, innovano, rompono gli schemi, infrangono le regole e, qualche volta, addirittura… tagliano cravatte.

Leggi ora la seconda parte

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