“Pacchetto Sport” Lotti: la posizione di ANIF

Luca Lotti
Autore: 
Redazione
Giovedì, Novembre 16, 2017
L'Associazione Nazionale Impianti per lo Sport e il Fitness esprime apprezzamento per il lavoro svolto dal ministro Lotti nella messa a punto delle misure normative dedicate allo sport, il cosiddetto “Pacchetto sport” inserito nel disegno di Legge di Bilancio 2018, e al riguardo espone alcune precisazioni che riportiamo in questo articolo

ANIF, Associazione Nazionale Impianti per lo Sport e il Fitness, ha espresso, unitamente a tutto il settore degli impianti sportivi dilettantistici che rappresenta, il suo apprezzamento per il grande impegno profuso dal Ministro Luca Lotti (nella foto) e dal capo dell’Ufficio legislativo del Ministero dello Sport, Leonardo Ferrara, nella messa a punto del cosiddetto “Pacchetto sport”, contenente le misure normative dedicate esclusivamente allo sport e, come noto, inserito nel disegno di Legge di Bilancio 2018. Le misure che contiene sono frutto di mediazione di diverse istanze, anche contrarie, provenienti da più parti.

Il Ministro per lo Sport si è adoperato per delineare una normativa che vada incontro alle esigenze dello sport dilettantistico che, negli anni, ha subìto significative trasformazioni gestionali e organizzative tali da richiedere competenze e forme in aderenti alle nuove realtà sportive. Per questa ragione è stata introdotta la società sportiva dilettantistica ordinaria (nel “Pacchetto sport” definita “lucrativa”) che va ad aggiungersi alle attuali forme gestionali non lucrative (Associazione Sportiva Dilettantistica e Società Sportiva Dilettantistica) per le quali non è cambiato nulla .

 

Le precisazioni di ANIF

In merito al "Pacchetto Sport", l'Associazione presieduta da Giampaolo Duregon ha espresso alcune importanti precisazione che riportiamo di seguito.

«Le realtà sportive che compongono l’Associazione Nazionale Impianti per lo Sport e il Fitness sono costituite prevalentemente da centri sportivi polivalenti che svolgono attività sportive dilettantistiche quali ginnastica, nuoto, fitness, tennis, calcio e altre ancora. Tali realtà contribuiscono a pieno titolo allo sviluppo dello sport dilettantistico di base e amatoriale e sono riconosciute dal CONI mediante l’affiliazione alle Federazione sportive nazionali, ma anche e soprattutto agli Enti di Promozione sportiva che, proprio mediante l’affiliazione, ne riconoscono l’azione promozionale e sociale.

ANIF ha collaborato a redigere, nonché a condividere e sostenere, il Progetto di Legge 3936 presentato dall’Onorevole Daniela Sbrollini e contenente la disciplina delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche. A seguito dei positivi riscontri provenienti da gran parte del mondo sportivo dilettantistico, anche il Presidente del CONI ha condiviso i princìpi ai quali si era ispirata ANIF, sottolineandolo in una lettera inviata al Presidente di ANIF in occasione del Convegno ANIF tenutosi a RiminiWellness nel giugno 2016, in cui veniva presentato il Progetto di legge 3936. Eccone uno stralcio “…  La rinnovata centralità dello sport nella vita sociale italiana deve ora essere calata nel contesto normativo, adeguandolo ove necessario e possibile. Credo nella opportunità di una legge sullo sport, che faccia un fine tuning su tutte le questioni aperte: … dalle agevolazioni tributarie, passando per la valorizzazione del lavoro sportivo… In questo quadro, si inserisce la proposta…  che io immagino valutata e messa a sistema in un grande progetto di riforma dello sport… di cui potrà beneficiare - direttamente o indirettamente - … anche chi sceglie di fare impresa, facendo il bene dei cittadini attraverso lo sport”.

Il contenuto del “Pacchetto Sport”, inserito nella Legge di Bilancio 2018, è stato discusso e approfondito in un tavolo di lavoro ad hoc costituito dal Ministero dello Sport, al quale hanno partecipato il mondo degli enti di promozione sportiva, il CONI e ANIF, sotto l’attenta e competente regia di Leonardo Ferrara. Attraverso un proficuo scambio di idee sul tema è stata riconosciuta, anche grazie alle puntuali precisazioni fornite dal coordinatore, la validità e la coerenza dei punti cardine fondamentali su cui ha preso vita il “Pacchetto Sport” che sintetizziamo di seguito.

 

  1. Netta separazione tra l’esistente mondo associativo sportivo dilettantistico senza scopo di lucro, composto dalle Associazioni/Società sportive dilettantistiche, per il quale nulla è cambiato sul piano delle agevolazioni fiscali e tributarie, e la nuova Società sportiva dilettantistica ordinaria, oggi lucrativa, che per l’alto valore sociale, didattico, salutistico e sportivo godrebbe anch’essa di alcune agevolazioni fiscali e tributarie, di livello inferiore a quello riconosciuto per legge alle attuali società sportive senza scopo di lucro, ma senza il vincolo relativo alla indivisibilità degli utili;
  2. L’inserimento dell’IVA relativa ai proventi derivanti dalle attività istituzionali che passerebbe da 0 a 10%;
  3. Inserimento della contribuzione previdenziale sulle collaborazioni che passerebbe da 0 a 10% per importi superiori ai 10.000 euro annui.
  4. Inserimento della tassazione che passerebbe da 0 a 50% dell’imponibile.

 

Tale normativa eliminerebbe finalmente l’incerto confine esistente tra gli enti sportivi profit ed enti sportivi no profit che ha favorito l’avvio delle più stravaganti operazioni di verifica da parte degli “organi di controllo”, aventi spesso in verità il solo obiettivo di “fare cassa”, intervenendo soprattutto con crescente accanimento su chi è visibile e solvibile.

A margine dei lavori, ANIF, in particolare, ha ravvisato la necessità che nel “Pacchetto Sport” i rapporti intrattenuti tra le società sportive dilettantistiche, anche lucrative, con gli sportivi (atleti, allenatori, istruttori, ecc.) e con coloro che svolgono attività amministrativo-gestionali non professionale, ai sensi dell’art. 67 Comma 1 lett. m) del TUIR, siano qualificati ex lege come contratti di collaborazione coordinata e continuativa, al fine di sgombrare definitivamente il campo da errate interpretazioni fonti di contenziosi con l’ente previdenziale.

Ferrara si riserva infine di coinvolgere ulteriormente, in altri incontri, gli enti di promozione sportiva, le federazioni e il CONI al fine di definire il “Pacchetto Sport” Lotti».

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