Il J'accuse di eurowellness

Il J'accuse di eurowellness big
I problemi della gestione degli impianti sportivi all'incontro ANIF-Eurowellness

L’austero “cubo nero” di Confindustria, a Roma, ha ospitato, lo scorso 3 maggio, un importante incontro promosso da ANIF –Eurowellness nel corso del quale si sono confrontati un centinaio di gestori e proprietari dei principali centri sportivi della Capitale, il delegato allo sport del Comune di Roma, Alessandro Cochi, e le principali istituzioni sportive locali, rappresentate, tra gli altri, da Giampaolo Duregon (nella foto) presidente nazionale di ANIF-Eurowellness. Scopo dell’incontro affrontare una serie di problemi che interessano la gestione degli impianti sportivi, tra i quali il censimento degli impianti sportivi del Comune di Roma, gli standard di qualità degli impianti romani e la costituzione di un comitato di rappresentanza per l’impiantistica pubblica e privata.

Duregon ha aperto i lavori focalizzando l’attenzione soprattutto sulla scottante questione dei Punti Verdi di Qualità, nati dalla nobile esigenza di tutelare e recuperare il patrimonio verde pubblico attraverso la realizzazione dei servizi di interesse aggregativo, ricreativo e sportivo accessibile a tutti i cittadini. Ma i buoni principi che avevano ispirato l’azione dell’Amministrazione capitolina, ha evidenziato Duregon, sono stati traditi sul piano della realizzazione dell’impiantistica sportiva ubicata nei Punti Verdi, con bandi emessi senza regolare pubblicazione e senza formale richiesta dei necessari requisiti che avrebbero dovuto possedere i concorrenti.

«Gli impianti – ha denunciato il Presidente ANIF – sono stati costruiti a ridosso, e talora in gran numero, dei centri sportivi storici. Inoltre, le dimensioni delle strutture risultano troppo grandi in rapporto alla reale domanda di sport e gli investimenti sostenuti, eccessivi, sono stati realizzati con la garanzia fideiussoria del Comune. Di conseguenza, i gestori non sono riusciti a onorare le rilevanti rate dei mutui (da 30/40mila a 80mila euro al mese) e i mutui degli inadempienti sono stati ripianati dal Comune. Questo fenomeno – ha proseguito Duregon – ha causato una concorrenza sleale nei confronti dei centri sportivi esistenti nell’area che operano correttamente e senza gli “aiutini” pubblici, risultati determinanti. Gli operatori agevolati hanno così avuto la possibilità di scatenare una squallida battaglia sui prezzi, innescando una corsa al ribasso che ha ovviamente penalizzato la qualità dei servizi erogati».

Altro tema scottante affrontato nel corso dell’incontro ha riguardato gli impianti sportivi costruiti per i Mondiali di Nuoto del 2009 che hanno lasciato una serie di gravi problemi insoluti. L’argomento è stato affrontato da Walther Casenghi che ha ricordato che il progetto faraonico, poco oculato e non mirato a risolvere tutti i veri problemi del settore nuoto, ha fatto registrare uno spreco enorme di denaro pubblico.

Alessandro Cochi ha accolto le istanze sollevate dagli imprenditori sportivi emerse nel corso dell’articolato dibattito e si è impegnato, per quanto di sua competenza, a togliere la concessione delle gestioni inadempienti nei confronti dei mutui accesi per favorire la riapertura dei Bandi secondo regole certe. Si è inoltre impegnato a favorire un incontro con l’Assessore all’Ambiente, Visconti, competente in materia di Punti Verdi Qualità, volto ad avere, tra l’altro, anche informazioni ufficiali sugli impianti che non hanno onorato i pagamenti dei mutui (ai sensi della “legge sulla trasparenza”). Infine, si è preso l’impegno di costituire, in tempi rapidi, una Commissione per gli Impianti Sportivi, privati e pubblici, dove tutte le componenti del settore avranno diritto di rappresentanza.

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