Muoversi contro il diabete

Muoversi contro il diabete big
La Giornata Mondiale del Diabete per portare all’attenzione dell’opinione pubblica una malattia in vertiginosa ascesa nei paesi occidentali.

La Giornata Mondiale del Diabete è stata celebrata nel weekend del 10 e 11 novembre scorsi per portare all’attenzione dell’opinione pubblica una malattia in vertiginosa ascesa nei paesi occidentali. Una patologia, come noto, caratterizzata dalla presenza di elevate quantità di glucosio nel sangue causate dal malfunzionamento dell’ormone insulina.

Esistono due varianti di diabete definite Tipo 1 e Tipo 2: il primo è autoimmune e si risolve solo con iniezioni di insulina, il secondo, invece può essere prevenuto e contrastato con un corretto stile di vita. E la pratica di attività fisica moderata e costante gioca un ruolo fondamentale. Al contrario, tabagismo, sedentarietà e alimentazione scorretta favoriscono lo sviluppo del diabete.

Il movimento e l’alimentazione equilibrata sono dunque le chiavi per combattere questa malattia. E non servono grandi sforzi: gli esperti assicurano che è sufficiente svolgere 150 minuti alla settimana di attività aerobica moderata o anche solo 90 minuti, ma a intensità più elevata.

La costanza è un altro fattore determinante: non bisognerebbe trascorrere più di due giorni consecutivi senza muoversi: è sufficiente una mezz’ora di camminata a passo sostenuto o di bicicletta ogni giorno per far sì che la pressione e la glicemia rimangano entro livelli normali, i polmoni vengano utilizzati completamente e si attivi il consumo dei grassi assottigliando il giro vita.

Sono misure semplici da adottare, alla portata di tutti. E i centri fitness possono giocare un ruolo  importante per diffondere la cultura del moviemnto e al tempo stesso offrire attività idonee a qualsiasi persona. Non bisogna dimenticarsi che il 4,9 per cento della popolazione italiana è affetta da diabete, un patologia responsabile, ogni anno, di 27.000 decessi di persone tra i 20 e i 79 anni.

I dati diffusi dall’edizione 2012 dell’Italian Barometer Report, raccolti dall’Italian Barometer Diabetes Observatory dell’Università di Roma Tor Vergata, mostrano che questa malattia non colpisce in modo fortuito, bensì preferisce i sedentari (l’8 per cento contro l’1 per cento degli sportivi) e i grandi obesi (rischio maggiore di 60 volte di sviluppare il diabete rispetto a chi si mantiene in forma). L’esercizio fisico e il controllo del peso riducono del 50 per cento il rischio di ammalarsi.

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