Obesità infantile, il Report Okkio alla Salute: "Bambini obesi in calo, ma in Italia ancora poca attività fisica"

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Redazione
Lunedì, Maggio 29, 2017
I bambini italiani obesi e in sovrappeso negli ultimi dieci anni sono diminuiti del 13%. Tuttavia, precisano gli esperti, tra i più giovani sono largamente diffuse abitudini alimentari errate, e l'attività fisica è ancora poco promossa. È questo l’ultimo dato rilevato dal Sistema di Sorveglianza OKkio alla SALUTE, promosso dal Ministero della Salute/CCM (Centro per il Controllo e la prevenzione delle Malattie) coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità.

Obesità infantile in calo, "ma le abitudini alimentari e sportive dei più piccoli sono sbagliate". E' questo l'ultimo dato rilevato dal Sistema di Sorveglianza OKkio alla Salute, promosso dal Ministero della Salute - Centro per il Controllo e la prevenzione delle Malattie e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità. Negli ultimi 10 anni, spiega Okkio alla Salute, i bambini obesi e sovrappeso in Italia sono diminuiti del 13%, tuttavia - precisano gli esperti - il problema non è affatto in via di risoluzione. "L’obesità - spiega infatti Walter Ricciardi, presidente dell’ISS - è diventata uno dei maggiori problemi di sanità pubblica in Italia.  La diminuzione del tasso di obesità nei bambini è sì un segno che le politiche sanitarie messe in atto cominciano a dare i primi risultati, ed è contemporaneamente il segnale che dobbiamo concentrare maggiormente gli sforzi in questa direzione. Tuttavia - prosegue Ricciardi - resta molto da fare, soprattutto nella promozione della consapevolezza sui corretti stili di vita".

 

 

Nello specifico, l’indagine coordinata dall’ISS, effettuata su un campione di 48.946 bambini di 8-9 anni, misurati (peso e statura) all’interno delle scuole da operatori formati con metodologia standardizzata, e 48.464 genitori, rappresentativo di tutte le regioni italiane, mostra che la percentuale di bambini obesi di 8-9 anni è scesa dal 12% del 2008/09 al 9,3% del 2016, e quella dei bambini in sovrappeso è passata dal 23,2% del 2008/9 al 21,3% del 2016.  Ma anche se i numeri sono preceduti dal segno meno, spiega l'indagine, l’Italia resta fermamente inserita nella classifica dei peggiori paesi europei per obesità infantile, come dimostra la "Childhood Obesity Surveillance Initiative - COSI" della Regione europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, iniziativa internazionale a cui partecipano più di 30 Paesi.

"Nel nostro Paese, ad esempio - spiega Angela Spinelli del Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e Promozione della Salute - l’8% dei bambini salta la prima colazione e il 33% fa comunque una colazione inadeguata, cioè sbilanciata in termini di carboidrati e proteine, condizionando negativamente l’equilibrio calorico del resto dei pasti a metà mattina. Inoltre, sempre a metà mattina, il 53% dei bambini fa una merenda troppo abbondante, mentre il 20% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura, e il 36% dei più piccoli consuma quotidianamente bevande zuccherate o gassate".

 

E le pessime abitudini proseguono anche lontano dai pasti. Ad una sana alimentazione, infatti, spiegano gli esperti, bisognerebbe affiancare un adeguato lasso di tempo dedicato all'attività fisica. Ma questa buona pratica, in Italia, dice l'indagine, "è ancora poco promossa". Infatti, come riporta Okkio alla Salute, il 23,5% dei bambini svolge giochi di movimento al massimo un giorno a settimana, il 33,8% dei bambini svolge attività fisica strutturata al massimo un giorno a settimana e il 18% non ha fatto attività fisica il giorno precedente l’indagine. Inoltre, solo circa 1 bambino su 4 si reca a scuola a piedi o in bicicletta. Attitudini che si radicano ancora di più grazie all’uso scorretto delle tecnologie vecchie e nuove: il 44 % ha la TV in camera, il 41% guarda la TV e/o gioca con i videogiochi/tablet/cellulari per più di 2 ore al giorno che è il massimo del tempo raccomandato dagli esperti.

Al di là delle iniziative volte alla prevenzione e alla promozione di comportamenti alimentari e quotidiani salutari, quindi, sottolinea Ricciardi, per salvaguardare il benessere delle nuove generazioni, "i genitori devono fare la loro parte: questi dati ci dicono che circa il 40% delle madri di bambini in sovrappeso o obesi ritiene che il peso del proprio figlio sia nella norma".

 

Per approfondire l'argomento:

- Il progetto europeo Hepcom: Promoting Healthy Eating and Physical Activity in Local Communities

- L'iniziativa internazionale World Health Organization COSI - Childhood Obesity Surveillance Initiative - promossa dall'Oms Europa

- Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica - a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

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